#JesuisMelania, il ritratto della first lady Melania Trump by Klara Murnau

#JesuisMelania 10 validi motivi per essere dalla parte della nuova First Lady Melania Trump E’ il turno di Melania, della bella Melania Trump, di essere […]
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#JesuisMelania

10 validi motivi per essere dalla parte della nuova First Lady Melania Trump

E’ il turno di Melania, della bella Melania Trump, di essere lo stendardo di questo lustro, il nuovo archetipo di un tempo in cui la vita la si vive su what’s app, Kim Kardashian reinterpreta il potere steatopigio della Venere di Willendorf, e Wikipedia è eletta a nuova biblioteca d’Alessandria.

Un’epoca impudica, che ha il solo pregio di non mascherare con un filtro di instagram la vera faccia del nostro quotidiano, completo delle nostre abitudini e preferenze.

Ma che al contrario, ce le sbatte in faccia ridanciano come si fa con le foto senza photoshop leakate da campagne pubblicitarie patinate. E che aspetta per tutta risposta, quel che sappiamo far meglio, ovvero sdegnarci delle nostre scelte.

Una parentesi storica insomma, così avant-garde da fare revisionismo storico in diretta, e che sembra mendacemente declamare con mano alla bocca a mò di una futurista Lili Brik post-atomica, la parola: “SOBRIETA’”.

Quella sobrietà e classe a cui tutti aneliamo, a cui tutti fingiamo di appartenere e che ci porta a girare la testa malinconici verso il passato, un passato dove abbiamo lasciato donne vigorose come la Signora Obama, o femminilità più miti ed iconiche come la sempreamata citata madre di tutte le collane di perle, Beata Jacqueline Lee Bouvier Kennedy Onassis da Washington DC, una donna talmente misurata, da collezionare cognomi come io colleziono multe, e che nel suo trionfo di accollati pullover, ci ha sussurrato sottovoce di quella sua carriera da cavallerizza, che lasciò il segno pur quando l’abbandonò per dedicarsi a ciò che le veniva meglio fare: “accompagnarsi”.

Cosa che scoprì ben presto anche il suo primo fidanzato “broker” quando appunto “she broke" con lui a favore della buonanima di JFK (sicuramente un cavallo più adatto su cui puntare) e che seppellito questo, passò al Trump ante litteram, ovvero Onassis, uomo della Callas, la quale poverina campò a vermi solitari dall’invidia per via del corpicino esile della sua rivale, che comunque esilmente arrivò a dare l’estremo saluto anche al rubato tycoon Greco, per poi finire il suo trittico della vedovanza, con un terzo matrimonio, e questa volta tagliando corto e passando direttamente dal via in articulo mortis, con un commerciante di diamanti, perché si sa, che lei signora di grazia e virtù, del low profile aveva fatto uno stile di vita, quella fantomatica attitude che ancora oggi scomodiamo ad esempio di dedizione ed eleganza, e che a dire il vero, mi è sempre stata ben poco chiara abbinata a queste velleità da becchino e a quell’odioso caschetto, che più che da ammirare, sempre mi è apparso da scongiuro napoletano.

Ma finalmente, è nel 2008, che passato il medioevo del dopo Jackie, abbiamo assaporato il rinascimento con la vitalità di Michelle.

E quanto ci è piaciuta Michelle, solo il post mandato Presidenziale lo sa.

Perché infatti, anche questa ragazzona laureata a Princeton ed Harvard, in principio ha subito attacchi e critiche sul suo modo di approcciare e svecchiare lo stantio ruolo della First Lady, portando quel tocco di colore Working Class in quella Casa Bianca, talmente bianca da far impallidire le divise del KKK.

Intelligente ed ironica, alla forte Michelle, con nostra grande empatia, non le è mai stato davvero bene manco un vestito da sera e con quel suo bicipite da tennista ci ha messi in guardia dalla voglia contraddirla, arrivando a portare a picchi altissimi lo share del suo gradimento aumentato addirittura a ruolo dismesso, tanto da renderla la “Prima Donna” più amata di sempre.

Ed ecco, che dove le precedenti First Lady passavano il tempo a seppellire mariti, scegliere porcellane o a prendere parte alla lotta per i diritti allo studio e alla sanità, che facciamo ancora un scatto avanti con la nostra Melania, pronta a scendere in campo decisa, consapevole di quali siano le vere priorità, promettendo ed impegnandosi a difendere i più giovani dai soprusi del male di tutti i mali: il cyber bullismo.

“La nostra cultura è diventata troppo cattiva e troppo violenta – queste le affermazioni di un discorso tenuto a Philadelfia qualche giorno prima delle elezioni – non è mai ok quando una bambina o un bambino vengono presi in giro. E’ terribile quando questo succede ai giochi ed è inaccettabile quando questo succede sui Social.”

Parole Sante, Diglielo cara.

Qui di seguito alcuni validi motivi (ma che potrebbero essere molti di più) per amare Melania Trump:

-Ha lo stesso sorriso da 10 anni: e che sia per via del botox oppure no, è comunque la stessa paresi della moglie del medico al 3 piano del mio palazzo, e probabilmente anche la vostra o quella di parecchie vostre conoscenze.

-E’ una filantropa: infatti un mio amico e anche suoi due conoscenti mi hanno raccontato di quanto in gioventù, Melania si sia prodigata senza risparmiarsi per loro ed altri, ed esclusivamente in nome del charity.

-Quando conobbe Trump lui frequentava un’altra: e per questo si sdegnò, rifiutandosi di lasciargli il numero di telefono. Quante di voi l’avrebbero fatto? Ve lo dico io – io – Nessuna. Ho visto donne umiliarsi in favore di un ipotetico status sociale di ben minori ricchezze.

-Ha fatto un matrimonio semplice semplice da soli 350 invitati: la cugina del mio amico di Locorotondo si è sposata con 411 persone. Ed io credo che manco in tutta Locorotondo, ci siano 411 persone.

-Parla 4 lingue: e la maggior parte di voi a malapena ne parla una.

-Ha posato nuda: ovvero quello che ogni donna farebbe se potesse permetterselo. E se qualcuna lo nega e solo perché non se lo può permettere.

-Non si è laureata ad Harvard o Yale, quindi?

–   Melania è una terza moglie: non c’è mai due senza tre, e questo la nostra intelligente Melania l’ha sempre tenuto a mente. Ricordandosi la regola aurea di tutte le grandi donne dietro i grandi uomini – Mai essere la prima, ne quella di mezzo. Assicurati bene di essere l’ultima.

–   Ha preso (parecchio) spunto dal discorso di Michelle Obama, per il suo di discorso: quale modo più ammirevole di sostenere alcune delle ragioni del proprio marito davanti ad una Nazione, mostrando concretamente come gli immigrati continuino a rubare imperterriti dal duro lavoro degli Americani?

Detto questo, ringraziamo il cielo per non aver avuto proprio a questo giro di boa la prima Presidente Donna della storia degli Stati Uniti, e possiamo veramente tirare un sospiro di sollievo per non dover subire il remake di “Farinelli” con un triste e cinereo First Gentleman.

Perché anche se con coscienza non amiate il ciuffo e l’abbronzatura da centro estetico di periferia del Trump Internazionale, immaginate quanto poco avreste amato 4 anni di grigi taillerini alla Thatcher, i sorrisi tirati e quella quiete isteria da guerra fredda che la signora Clinton ci avrebbe garantito sotto l’assunzione di litri di litio, nella sua brama furiosa da Leader di quello “Studio Orale” che di ovale ha per lei solo i rimandi sessualmente ellittici, per cui di spada Clinton marito ferì, lasciando la di lui asessuata coniuge ai posteri come la più celeberrima cornuta dei tempi moderni e che per amor di politica perdonando il fedifrago, lo ha tenuto legato a se, ab eterna condanna in una vita da castrato.

Ditemi ora, gentile giuria che ama lavare i panni altrui in piazza, davanti al quadretto qui sopra abbozzato, quanto è bello essere liberi da ogni frustrazione e sentirci accolti nella bellezza a 24 carati di una cittadina del mondo ora libero, che dalla Ex Jugoslavia a New York (dove dichiara di voler restare per amor del figlio, piuttosto che trasferirsi subito in provincia di Washington) come novella Cenerentola, ci regala il sogno di una nuova favola all’Americana.

Ecco perché io sto con Melania, ed ecco perché da oggi, io guarderò dove guarda lei:

con quello sguardo un pò così di chi pare sforzarsi per riconoscere qualcuno o qualcosa,

di chi pare impegnarsi per vederci meglio,

di chi pare non averti riconosciuto, ma che a quanto pare, occhio strizzato o meno, ci aveva comunque visto lungo.

Infine è a voi, novelli Farisei senza tempio da cui predicare che mi rivolgo, ponendovi la solita sfida  “Old But Gold” che non passa mai di moda:

«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7).