A quattro anni da Pechino, i Giochi Olimpici Invernali tornano in Europa e lo fanno in Italia con un’edizione destinata a entrare nella storia.

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Dal 6 al 22 febbraio 2026, Milano-Cortina promette di essere molto più di un evento sportivo: un grande spettacolo popolare che unirà metropoli e montagne, tradizione e innovazione. E tutto partirà da una cerimonia di apertura senza precedenti.

Una cerimonia di apertura in quattro luoghi diversi, nello stesso momento

Venerdì 6 febbraio 2026 segnerà una svolta nella storia olimpica. Per la prima volta, la cerimonia di apertura si svolgerà contemporaneamente in quattro sedi diverse.

Il cuore dell’evento sarà lo stadio di San Siro a Milano, dove avrà luogo la tradizionale sfilata degli atleti. Ma lo spettacolo non resterà confinato in un solo luogo: altri momenti chiave si svolgeranno in diretta da Cortina d’Ampezzo, Livigno e Predazzo, nel pieno dei territori di gara.

Un’idea pensata per raccontare l’Italia nella sua pluralità: città e Alpi, cultura urbana e paesaggi estremi, pubblico internazionale e comunità locali coinvolte allo stesso tempo.

Un grande show tra musica, cultura e messaggi di pace

La cerimonia durerà circa due ore e mezza e coinvolgerà oltre 1.200 volontari, artisti e ospiti internazionali. Tra i nomi annunciati spiccano Andrea Bocelli e Mariah Carey, che si esibirà con un brano in italiano, a sottolineare il carattere simbolico e popolare dell’evento.

La regia è affidata a Marco Balich, già direttore artistico di Torino 2006 e Rio 2016, che ha promesso uno spettacolo capace di trasmettere un messaggio di pace e armonia tra le culture. Un ritorno alla celebrazione collettiva dei Giochi, dopo l’edizione di Pechino 2022 segnata dalle restrizioni sanitarie.

Olimpiadi “diffuse”: sette sedi tra città e montagne

Milano-Cortina 2026 sarà anche un’Olimpiade geograficamente rivoluzionaria. Le gare si svolgeranno in sette sedi diverse, distribuite su un territorio vastissimo, con due poli principali: Milano e Cortina d’Ampezzo, distanti oltre 450 chilometri.

  • Milano ospiterà gli sport del ghiaccio indoor (hockey, pattinaggio, short track)
  • Cortina d’Ampezzo accoglierà curling, bob, slittino, skeleton e sci alpino femminile
  • Bormio sarà teatro dello sci alpino maschile e dello sci alpinismo
  • Livigno per snowboard e freestyle
  • Anterselva per il biathlon
  • Predazzo per salto con gli sci e combinata nordica
  • Tesero per sci di fondo

Una scelta dettata anche da motivi ambientali: meno nuove costruzioni e più utilizzo di impianti già esistenti, pur con una complessità logistica mai affrontata prima.

Un’Olimpiade pensata per essere vissuta (e raccontata)

Milano-Cortina 2026 si presenta come un’Olimpiade aperta, spettacolare e diffusa, pensata non solo per gli atleti ma per il pubblico, in presenza e davanti agli schermi. La cerimonia di apertura in quattro sedi è il simbolo di questa visione: non un unico centro, ma un racconto corale che attraversa l’Italia.

Un modo nuovo di intendere i Giochi, che punta a trasformare l’evento sportivo in una festa collettiva, capace di unire territori diversi sotto un’unica bandiera olimpica. E se l’inizio è questo, Milano-Cortina 2026 promette di lasciare il segno.

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