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Il Messaggero

Niccolò Presta parla su Instagram dei "cognomi altisonanti"

Il noto produttore e agente Niccolò Presta (nominato da Forbes come uno degli under30 più influenti nel settore media) risponde alle critiche lanciate da Fedez sui suoi social network? Presta Jr. non fa riferimenti al futuro marito di Chiara Ferragni, ma il tema è caldo e di facile comprensione. Prima di parlare di sfida, però, ripercorriamo le tappe di quanto accaduto.

Il precedente: le stories di Fedez

In una serie di stories pubblicate su Instagram, Fedez ha chiarito ai fan la sua posizione sul battesimo del piccolo Leone. Il rapper ha poi risposto a chi accusa lui e Chiara Ferragni “di usare il figlio per ottenere benefici economici”, sottolineando che entrambi si sono fondamentalmente fatti strada da soli e che “la loro fortuna” non è dovuta di certo alla nascita del figlio. In conclusione, Fedez ha poi voluto mandare un “messaggio positivo”: “Guardate due persone che dal nulla si sono costruite tutto – ha commentato – senza appartenere a un sistema clientelare e senza cognomi altisonanti e auguratevi che i vostri figli possano avere le stesse opportunità”.

La risposta di Niccolò Presta

Niccolò Presta Jr. ha voluto però dire la sua sulla faccenda (per quanto nelle sue stories non venga mai fatto il nome di Fedez, va detto).

"C'è chi eredita le cose ma poi deve mantenerle"

“In tanti mi avete scritto chiedendomi delle raccomandazioni in Italia. – dice Presta su Instagram – Vedo che è un tema molto caldo. Vedo storie di personaggi noti che parlano di cognomi altisonanti, quindi giudicano una persona senza conoscerla semplicemente per il fatto che porta un cognome importante o meno in un determinato settore. Questa cosa mi infastidisce un po’, perché se vieni dal nulla o erediti qualcosa non è colpa di nessuno. Se vieni dal nulla e ti fai strada da solo, tanto di cappello. Se erediti qualcosa perché dovrebbe essere un colpa? Questo odio smisurato nei confronti di chi porta un cognome altisonante è sbagliato, anche perché il figlio di queste persone avrà un cognome altisonante, è un paradosso. Forse ‘odio’ è una parola grossa, parlerei più di rifiuto nei confronti di chi è partito più avvantaggiato rispetto ad altri. Non voglio essere polemico, voglio solo far presente il controsenso. Non tutto è merda e raccomandazione in Italia. C’è chi si guadagna le cose e chi le eredita, ma poi deve mantenerle”.