In ‘Lift’ ci sono anche due italiani: Martina Avogadri e Stefano Skalkotos, che ci raccontano l’incredibile esperienza sul set.

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C’è tanta Italia in Lift, il film diretto da Gary Gray dal 12 gennaio su Netflix. A partire dall’ambientazione, ma anche nel cast: accanto a Kevin Hart, Vincent D’Onofrio, Sam Worthington e Jean Reno recitano infatti anche gli italiani Martina Avogadri e Stefano Skalkotos. I due attori interpretano rispettivamente il carabiniere responsabile della tutela dei beni culturali e la leader del gruppo internazionale di hackers Leviathan. «Per me è stato divertente e sorprendente. – ci dice Martina, che ha recitato soprattutto accanto a Jean Reno – La sera prima ancora non sapevo chi sarebbe stato il mio compagno di scena. Ero nella mia camera d’albergo a Trieste e arriva l’ordine del giorno: accanto al mio nome c’era quello di Jean Reno. Ho provato un’emozione forte e anche una certa responsabilità, che si è sciolta subito sul set perché questi grandi attori e il regista sono stati molto accoglienti». 

«Io sono entrato nel film inizialmente per un piccolo ruolo. – aggiunge Stefano – Avevo 2-3 giorni di lavoro a Venezia. Dovevo interpretare un carabiniere italiano, poi sono cambiate le cose. Sapevo chi era il regista, ma non sapevo altro e mi sono stupito come Martina con i vari ordini del giorno. È stata un’emozione continua. Ho iniziato a Venezia e, dopo due giorni di riprese, ho scoperto che il personaggio sarebbe stato sviluppato. Mi sono trovato lì con la produttrice e il regista che mi hanno spiegato l’evoluzione del personaggio che avrebbe anche preso il mio nome. Io credo che Gary si sia dato la possibilità di incuriosirsi durante il film ed è successa questa magia».

Lift, l’esperienza sul set di Martina Avogadri e Stefano Skalkotos

Un’esperienza incredibile, quindi, per i due attori. «Ci siamo portati a casa l’esperienza magnificente di lavorare in un set così grande, con colleghi così preparati e tanta umanità. – dice Stefano Skalkotos – Erano tutte persone sensibili e attente. I grandi sono i più semplici, nel senso più bello del termine. Io ho interagito molto con Abby (Gugu Mbatha-Raw, ndr), il mio primo capo, e con Sam Worthington che interpreta il capo supremo. Con lui ho avuto più scene e si è rivelato una persona incredibile. Abbiamo parlato molto. Mi ha detto Quando ti vedo recitare mi piace molto, perché dai tuoi occhi vedo tutto ciò che dici. Una persona che ti sprona con sensibilità e ironia non posso che apprezzarla».

«Lavorare con Jean Reno è stato un privilegio. – continua Martina – Sembra cliché, ma è stata un’esperienza straordinaria. Non mi era mai capitato di trovarmi accanto a un personaggio di questo calibro, era bello osservarlo lavorare. La generosità dei grandi sta nella capacità di creare spazio per i propri colleghi, sapendo che una scena si fa in due. Jean, anche quando la camera era su di me, non ha mai lasciato il set. È sempre stato presente. Lui racconta spesso dell’importanza del teatro e, in effetti, la sua è una presenza palcoscenica».