Giffoni Film Festival 2016: terzo giorno

Giffoni Film Festival 2016: terzo giorno Una terza giornata ricca di emozioni quella del Giffoni Film Festival che ha visto protagonsiti personaggi illustri del mondo […]
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Giffoni Film Festival 2016: terzo giorno

Una terza giornata ricca di emozioni quella del Giffoni Film Festival che ha visto protagonsiti personaggi illustri del mondo del cinema e della musica. Da Tullio De Piscopo a Maccio Capatonda, da Ricky Memohis ai Manetti Bros.

Giffoni Film Festival 2016 terzo giorno: i Manetti Bros e la Masterclass

I Manetti Bross ospiti della 46esima edizione del Giffoni Film Festival, durante questa terza giornata sono stati prortagonisti della masterclass e ai ragazzi hanno parlato del loro utlimo film e del modo di fare cinema.

"Spesso abbiamo pagato la necessità di girare solo ciò che ci piaceva, ma siamo felici che film come Song e Napule incontri critica e pubblico. Abbiamo conosciuto Napoli e i napoletani e ci siamo resi conto di quanto questo popolo sia assolutamente oggetto di luoghi comuni, molto più di tanti altri. Gli stereotipi sui napoletani, a nostro avviso, sono ingiusti. Abbiamo voluto raccontare Napoli per ciò che è, non per quello che vorrebbero che fosse".

Hanno poi parlato del loro modo caratteristico di costruire le storie sottolineando come lotro siano portati a sdrammatizzare tutto sia nella viat che sul set.

"Questo perché nella vita vediamo che esiste sempre un risvolto della medaglia per ogni persona: assassini che amano bambini, padri coraggio che picchiano le mogli. Pensando a questo, è inevitabile pensare alla comicità.  Siamo stati accusati di sporcare i nostri film di inserire elementi troppo poco italiani e troppo riconducibili al modello americano. In realtà penso dipenda solo da quella montagna di luoghi comuni con cui cresce e si forma una certa critica cinematografica nostrana".

Giffoni Film Festival 2016, terzo girono: Ricky Memphis confessa di sognare un ruolo da cattivo.

 “Vorrei cambiare registro, magari con un personaggio crudo. Un killer? Magari!”.

Nella sua carriera artistica ha collezionato e colleziona commedie tutte da ridere, facendo divertire il pubblico; ma a quanto pare Ricky Memphis sogna un ruolo tenebroso da super cattivo, come ha raccontato ai ragazzi del Giffoni Film Festival.

In attesa di vederlo nei panni magari chissà di uno spietato killer, l'attore romano ha in serbo per il suo pubblico due progetti ricchi di colpi di scena. Il primo, Ovunque tu sarai, segna il debutto da regista di Roberto Capucci e arriverà al cinema dal prossimo autunno per M2Pictures. Il film segue le vicende di un gruppo di amici in trasferta a Madrid per vedere la Roma.

"A me personalmente non è mai capitato di vivere una situazione con tutti i risvolti sentimentali che coinvolgono i protagonisti, anche perché il mio viaggio calcistico più memorabile è stato a Modena, dove si mangia davvero bene, e non era neppure per seguire la Magica."

Incontrando i piccoli giurati del Giffoni FIlm Festival 2016, ha confessato di avere qualche timore perchè i giovanissimi lo spaventano: sono diretti e sinceri. Da papà dice di non riconoscersi nell’immagine di eterno Peter Pan 

“Soprattutto l’arrivo del primo figlio o ti sconvolge o ti mette in carreggiata. Per me ha rappresentato il passo più importante verso la maturità”.

Insomma Memphis è ben lontano dal personaggio di Lorenzo, che riprende in tv con Immaturi – la serie, attualmente in lavorazione. La ricetta, a suo avviso, per accompagnare le nuove generazioni verso la consapevolezza resta semplice:

“La riassumo in una parola, l’esempio. E lo dico perché io sono andata via di casa presto e non sono assolutamente immaturo come nei film e nel telefilm, sono lontani i tempi in cui ero ragazzetto e facevo il poeta metropolitano al Maurizio Costanzo Show, ma solo quando diventi padre impari fino in fondo la fatica e la meraviglia della vita. I figli devono vedere che vivi quello che insegni loro e solo così possono replicarlo”.

 

Giffoni Film Festival 2016, terzo giorno: Tullio De Piscopo

Il Giffoni Film Festival omaggia Tullio De Piscopo con un premio per i suoi cinquant’anni di carriera. Il premio arriva a pochi mesi dall’uscita di 50. Musica senza padrone – 1965/2015, il triplo cd che celebra proprio questo importante traguardo, che contiene anche tre brani inediti, del batterista partenopeo.

“Questo premio – ha detto De Piscopo – è una destinazione importante. Ritorno qui dopo 26 anni e ho trovato una realtà che è cresciuta tantissimo ed oggi è un orgoglio della Campania nel mondo”.

Il triplo album raccoglie la “summa” della produzione di Tullio De Piscopo, che con il suo stile unico è riuscito a portare la batteria, dall’ultima fila del palco al centro della scena, divenendo icona riconoscibile e riconosciuta del panorama jazz e pop internazionale.

Quella di Tullio De Piscopo è una “Musica senza padrone”, frutto di scelte dettate da cuore e istinto, da uno spirito libero e ribelle, e soprattutto da una continua e profonda ricerca musicale perché 

“la musica  è come un abito che ti cuci addosso e una volta cucito non puoi più disfartene. Quindi bisogna sceglierlo bene, soprattutto con il cuore, perché deve essere un ornamento per l’anima”.

Giffoni Film Festival 2016: Maccio Capatonda 

"La comicità ha differenti livelli di interpretazione: una lettura più critica tende a preferire la satira, mentre si ride di spirito, di pancia, sempre a cospetto della frase idiota. La mia, il più delle volte, è la battuta meno ricercata". 

Maccio Capatonda spiega così la sua filosofia artistica ai numerosi giurati della Masterclass del Giffoni Film Festival 2016. L'interprete più celebre della comicità in pillole si è raccontato con estrema umiltà agli oltre cento ragazzi che sono accorsi entusiasti nella speranza di ascoltarlo. 

"I cortometraggi e lungometraggi che realizzo non hanno un metodo, perché spesso nascono mentre sono intento a fare altro. Non c'è quindi un modus operandi standard, ma cerco sempre di puntare alla realizzazione di prodotti che mi piacciano, mi dicano qualcosa, e non siano mai dipendenti dalle richieste dei produttori. Lo stesso accade per le battute più celebri, quelle per cui vengo ricordato: sono figlie del mio gusto personale e non dell'ambizione che diventino ogni volta dei tormentoni".

Maccio Capatonda ha poi raccontato anche del suo ultimo lavoro, rivelando che per arrivare a qesto nuovo lungoemtraggio ci sono volute decine e decine di prove. Come i tre film horror che ha girato tra i 9 e i 13 anni, che ambivano a far paura ma che facevano riedere. Sa di essere un uomo fortunato Maccio Capatonda, perchè nonostante tutto ancora oggi continua a divertirsi facendo un lavoro che ama.