Manuel Agnelli, dopo XF il tour da solista: “Non volevo diventare il cartonato di me stesso. Ora solo musica e leggerezza”

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Musica e leggerezza. Manuel Agnelli parla dopo il suo addio (in diretta) a X Factor e annuncia il tour nei teatri An Evening With Manuel Agnelli.
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Manuel Agnelli, dopo XF il tour da solista: “Non volevo diventare il cartonato di me stesso. Ora solo musica e leggerezza”

Dopo aver annunciato in diretta il suo addio a X Factor dopo tre anni passati al tavolo dei giudici, Manuel Agnelli si prepara a un 2019 sicuramente intenso, nel segno però di un ritorno alla musica. Quella vera e tutt’altro che televisiva.

An Evening With Manuel Agnelli sarà infatti un tour di 14 date che partirà il 30 marzo da Assisi. Sul palco, insieme al frontman degli Afterhours, ci sarà solo Rodrigo D’Erasmo e insieme i due musicisti riprenderanno brani del trentennale repertorio della band, riproponendoli in versione inedita. Una novità per Manuel, che si trova a fronteggiare quello che sembra a tutti gli effetti il suo primo tour da solista.

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“In questi anni ho fatto parecchie date da solo, per altri progetti che non c’entravano nulla con gli Afterhours. – esordisce subito in conferenza – Però è la prima volta che c’è un tour organizzato solo per me ed è un grosso cambiamento, che nasce da esigenze mie. Quella di tornare a fare musica senza una progettualità forte intorno e senza dover dipendere da binari già scritti, e poi quella di fare musica con leggerezza, senza obiettivi precisi. Fare un tour nei teatri ha lo scopo di riavvicinarmi al pubblico dopo tre anni di grande visibilità e di selfie coi bambini per strada”.

Lo spettacolo non sarà troppo “stretto”, ma avrà un impianto “non fisso”: “Faremo cose per sbizzarrirci ogni sera, ci sarà una parte perfomativa e poi canzoni degli Afterhours rivisitate completamente. Ci saranno cover, quelle che hanno segnato il mio percorso e che in qualche modo mi raccontano. La novità vera sarà lo storytelling. Ho sempre avuto un rapporto col pubblico molto asciutto, il vantaggio vero che mi ha dato la tv è stato proprio l’apertura nei confronti del pubblico. Mantenere uno spessore e dei contenuti non vuol dire aver per forza la faccia scura. Questo l’ho imparato col tempo”.

Di sicuro, uscirà il cd/dvd Noi siamo Afterhours, che riproduce il concerto evento al Forum d’Assago di quest’anno. E Manuel confessa che non gli dispiacerebbe riproporre il format Ossigeno, “una delle cose più belle che ho fatto in tv”.

“I progetti solisti in qualche modo li ho già fatti. Lo stesso X Factor era un progetto solista. – ammette Manuel – Io non ho i social, non ho neanche WhatsApp. Uso solo gli sms. Questa è una cosa curiosa, perché ho costruito un rapporto di feedback che non dipendono da me, ma dai miei fake che parlano per me. Spesso in maniera più intelligente di come farei io (ride, ndr). Io non ho la responsabilità di apparire e rispondere, né di prendere alcun tipo di posizione. Se spengo il telefono sono libero”. “Quello che ho sempre cercato di fare con la musica è comunicazione – conclude poi – Quindi tutto questo è un progetto solista”.

Un commento, dovuto, va infine alla sua esperienza a X Factor.

“Ho fatto X Factor e volevo evitare di diventare il pupazzetto del giudice cattivo o il cartonato di me stesso” dichiara Manuel. “Imborghesito? – aggiunge poi – Ho lasciato volontariamente e pubblicamente il lavoro meglio pagato della mia vita, parlo di decine e decine di migliaia di euro. Ho rinunciato a tutto questo perché penso di aver finito il mio compito e voglio tornare a fare musica. Mi sembra l’antitesi dell’imborghesimento. Forse non sono stato troppo negativo? C’è confusione, parliamo di vita. Una decisione come la mia ti cambia la vita e ci ho pensato settimane, non l’ho presa per ripicca. La tv provoca un’ipnosi collettiva, ma la tv è una scatola e quello che succede lì non è vita”.

Anastasio
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