Roma, l’obelisco che nessuno sa leggere (perché è sbagliato)

Roma è piena di iscrizioni antiche che sembrano parlarci direttamente dal passato, ma ce n’è una che, paradossalmente, non dice nulla: è quella su un obelisco famoso, fotografato ogni giorno da turisti e romani. Eppure, quasi nessuno sa che i suoi geroglifici non si possono leggere davvero. Non perché manchino gli studiosi, ma perché quelle scritte… sono sbagliate. E dietro questo errore si nasconde una storia sorprendente.

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L’obelisco “sbagliato” di Trinità dei Monti a Roma: dove si trova e perché è unico

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’obelisco in questione è quello Sallustiano, collocato davanti alla chiesa di Trinità dei Monti, tra la scalinata che scende verso Piazza di Spagna e le strade che convergono lì vicino, come via Sistina e via Gregoriana.

È chiamato “Sallustiano” perché in origine decorava gli Horti Sallustiani, i giardini monumentali legati al generale romano Sallustio. Realizzato in epoca imperiale (tra II e III secolo), non è un obelisco egizio autentico: è uno di quelli “di imitazione”, creati a Roma e poi decorati come se fossero antichi reperti faraonici.

Il dettaglio più incredibile è proprio l’iscrizione. Sull’obelisco Sallustiano venne riportato un testo “faraonico” copiato da un altro monumento: l’iscrizione di Seti I e Ramses II che si trova sull’obelisco di Piazza del Popolo. Solo che la copia fu eseguita male: alcuni segni vennero scolpiti in modo errato e altri addirittura capovolti, rendendo il contenuto incomprensibile anche per chi conoscesse l’egiziano antico.

È come se qualcuno avesse trascritto una frase in un’altra lingua invertendo lettere e parole: l’effetto finale è scenografico, ma del tutto privo di senso. E la beffa storica è che questa decorazione venne realizzata prima della vera decifrazione moderna dei geroglifici: una sorta di “finto antico” ante litteram, perfetto per Roma, dove persino gli errori diventano parte del fascino della città più bella del mondo.

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