Il centro di Roma si prepara a rallentare. Da giovedì 15 gennaio 2026, a partire dalle ore 8 del mattino, all’interno della Ztl Centro storico sarà in vigore il limite massimo di 30 chilometri orari su tutte le strade, senza eccezioni. Il cuore della Capitale diventerà così una grande “Zona 30”, anticipando rispetto alle previsioni iniziali che indicavano la fine del mese come possibile data di avvio.
Ad annunciare ufficialmente l’entrata in vigore delle nuove regole è stato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, in un’intervista al Corriere della Sera. In questi giorni i tecnici stanno completando l’installazione della nuova segnaletica, necessaria anche dopo la recente riperimetrazione della Ztl.
Limite esteso anche alle grandi arterie
Il provvedimento dà attuazione alla delibera di Giunta approvata a novembre 2025, che stabilisce l’obbligo di viaggiare sempre e comunque a massimo 30 km/h all’interno del perimetro del centro storico. Il limite non riguarderà solo le strade minori, ma sarà esteso anche a vie ampie e di grande scorrimento, come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo.
Contestualmente, sono stati rivisti anche i confini della Ztl, che ora includono aree come Portico d’Ottavia, via Arenula (lato est e ovest del Ghetto), via Barberini, via Bissolati, via XX Settembre, villa Peretti, largo Gaetano Agnesi e un tratto di via dei Fori Imperiali.
Sicurezza stradale al centro della scelta
Alla base della decisione del Campidoglio ci sono innanzitutto motivi di sicurezza, in una città che continua a fare i conti con un numero elevato di incidenti stradali. Se gli incidenti non diminuiscono, a calare — fortunatamente — è il numero delle vittime: 154 morti nel 2023, 134 nel 2024 e 125 nel 2025, con una riduzione di circa trenta decessi in tre anni.
Gli studi citati dal Comune parlano chiaro: la velocità incide direttamente sulla gravità dei sinistri. A 70 km/h il 31% delle persone investite muore (percentuale che sale fino al 98% tra gli over 60), mentre a 30 km/h il rischio di mortalità scende tra l’1% e il 5%.
Meno smog e meno rumore
Ma la “Zona 30” non punta solo alla sicurezza. Ridurre la velocità significa anche abbattere l’inquinamento atmosferico e acustico. Secondo le stime del Campidoglio, il provvedimento porterà a una diminuzione del 19% delle emissioni di biossido di azoto, del 3,8% di anidride carbonica e del 3,6% di ossido di carbonio, oltre a un calo del rumore di oltre 2 decibel, pari a una riduzione del 38% dell’intensità sonora.
Una scelta in linea con quanto già fatto in altre città italiane, come Bologna, e che punta a modificare progressivamente le abitudini di mobilità dei romani, incentivando l’uso del trasporto pubblico, dello sharing e della rete ciclabile.
Anche una mossa “difensiva”
Il provvedimento ha anche un risvolto giuridico. Il Comune deve infatti fare i conti con una recente sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso di Roma Capitale e stabilito un risarcimento di 10 mila euro per i cittadini esposti a livelli di smog e inquinamento acustico superiori ai limiti di legge. Ridurre traffico, rumore ed emissioni diventa quindi anche una misura preventiva per evitare nuovi contenziosi.
Strade scolastiche: verso quota 50
La “Zona 30” si inserisce in una strategia più ampia di città a misura di persone. Seguono la stessa logica anche le strade scolastiche, pensate per proteggere i più piccoli negli orari di entrata e uscita dagli istituti. Attualmente ne sono state realizzate 20, ma Roma Servizi per la Mobilità sta lavorando a 18 nuovi interventi, più leggeri e temporanei, in collaborazione con i Municipi.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a 50 strade scolastiche entro la fine della consiliatura, con l’intenzione di triplicarle negli anni successivi, trasformando progressivamente Roma in una città più sicura, vivibile e sostenibile.


