Pantheon, il monumentale portone di bronzo con una serratura di 2000 anni

Roma è una città che racconta la sua storia anche nei dettagli che spesso passano inosservati. Ad esempio, se passiamo davanti al Pantheon, il nostro sguardo viene catturato dalla maestosità del colonnato e dalla perfezione della cupola, ma c’è un elemento che, più di altri, rappresenta un legame diretto con l’antichità: il gigantesco portone di bronzo d’ingresso, un capolavoro di ingegneria che da quasi duemila anni continua a svolgere la sua funzione, custodendo uno dei monumenti più straordinari della storia.

Il portone in bronzo del Pantheon: un capolavoro d’ingegneria romana

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il portone del Pantheon è considerato una delle più antiche porte in bronzo ancora esistenti e, soprattutto, la più antica ancora in uso a Roma.

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Realizzato in epoca imperiale, è alto oltre sette metri e largo più di quattro, con ante imponenti che colpiscono per solidità ed equilibrio. Nonostante il peso enorme, le ante sono così ben bilanciate da poter essere aperte con facilità da una sola persona, un dettaglio che testimonia l’altissimo livello tecnico raggiunto dagli artigiani romani.

La sua sopravvivenza non è stata scontata. Durante il Medioevo, molte strutture in bronzo della Roma antica furono smontate e fuse, ma il Pantheon fu risparmiato perché trasformato in chiesa cristiana già nel VII secolo. Sul metallo, vicino ai cardini, sono ancora visibili i segni lasciati dai tentativi di scardinamento: ferite che raccontano assedi, saccheggi e il lungo confronto tra la città e il suo passato.

A renderlo un unicum mondiale è però un altro dettaglio: la serratura. Si tratta di una delle uniche due serrature bi-millenarie al mondo ancora perfettamente funzionanti.

Il suo meccanismo, semplice solo in apparenza, è il risultato di una sapienza tecnica ineguagliabile che fa sì che ogni apertura del portone non è solo un gesto quotidiano, ma un dialogo silenzioso con l’ingegneria dell’antica Roma.

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