Il mondo è più vicino alla “mezzanotte” simbolica della distruzione globale. Il 27 gennaio 2026 il Bulletin of the Atomic Scientists ha aggiornato il celebre Orologio dell’Apocalisse, portandolo a 85 secondi dalla mezzanotte, quattro secondi in meno rispetto allo scorso anno. Un avanzamento che suona come un allarme: tra le cause principali, l’escalation nucleare, il ritorno del “neoimperialismo” e l’integrazione non regolamentata dell’intelligenza artificiale nei sistemi militari.
Trump e il ritorno della politica di potenza
Secondo gli scienziati del Bulletin, il 2025 non ha mostrato alcuna inversione positiva sui rischi nucleari. Anzi. La rielezione di Donald Trump e il suo approccio muscolare alla politica estera hanno contribuito ad alimentare tensioni globali già altissime.
Trump ha riaperto il dossier dei test nucleari — sospesi da oltre trent’anni — e non ha ancora fornito una risposta formale alla proposta del presidente russo Vladimir Putin di estendere per un anno il trattato New START, in scadenza il 5 febbraio, che limita a 1.550 le testate nucleari dispiegate da ciascuna parte.
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La direttrice del Bulletin, Alexandra Bell, ha parlato apertamente di un fallimento globale della leadership e di un passaggio verso un “neoimperialismo” che mina la cooperazione internazionale. Le tensioni non riguardano solo l’Ucraina, dove la Russia continua la sua offensiva iniziata nel 2022, ma anche il Medio Oriente, l’Asia orientale e l’emisfero occidentale, dove Washington ha rilanciato una dottrina di dominio regionale.
Russia, Cina e la nuova corsa agli armamenti
La Russia ha intensificato la pressione militare anche sul piano simbolico e strategico, mostrando lo schieramento del missile ipersonico Oreshnik in Bielorussia, capace di trasportare testate nucleari. Parallelamente, la Cina accelera sull’espansione del proprio arsenale.
Gli esperti temono che un ritorno diffuso ai test nucleari possa innescare una nuova corsa agli armamenti, cancellando decenni di accordi sul controllo delle armi. La competizione “winner takes all” tra grandi potenze — Stati Uniti, Russia e Cina — sta erodendo i meccanismi diplomatici costruiti dopo la Guerra Fredda.
L’intelligenza artificiale: il nuovo fattore di rischio globale
Se la minaccia nucleare resta centrale, il 2026 segna anche l’ingresso formale dell’intelligenza artificiale tra i principali fattori di rischio apocalittico. Il Bulletin denuncia l’integrazione sempre più profonda dell’IA nei sistemi militari senza un adeguato quadro normativo internazionale.
I timori riguardano:
- l’automatizzazione delle decisioni militari critiche
- l’uso dell’IA per sviluppare minacce biologiche
- la diffusione su larga scala di disinformazione
Non a caso, alla presentazione dell’Orologio ha partecipato Maria Ressa, premio Nobel per la Pace 2021, che ha parlato di un “Armageddon dell’informazione”, dove le tecnologie digitali diffondono menzogne più velocemente dei fatti, alimentando polarizzazione e instabilità.
Un simbolo nato con Einstein e Oppenheimer
L’Orologio dell’Apocalisse fu creato nel 1947 dagli scienziati del Bulletin, fondato nel 1945 da figure come Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi nucleari.
Oggi, a quasi ottant’anni di distanza, il pericolo non è solo atomico ma sistemico: crisi climatica, guerre regionali, collasso dei trattati internazionali, biotecnologie e IA convergono in uno scenario di instabilità permanente.
L’orologio non misura il tempo reale, ma lo stato del mondo. E a 85 secondi dalla mezzanotte, il messaggio è chiaro: tra potenze nucleari aggressive, neoimperialismi e intelligenza artificiale fuori controllo, l’Apocalisse non è mai sembrata così vicina.