Oggi, giovedì 12 febbraio 2026, è ufficialmente Giovedì Grasso. Roma entra nel vivo del Carnevale e lo fa come sa fare meglio: tra bambini in maschera, dolci fritti che riempiono le vetrine delle pasticcerie e quell’aria di festa leggera che anticipa il weekend più colorato dell’anno.
Il Giovedì Grasso segna l’inizio della cosiddetta “Settimana Grassa”, il periodo più intenso del Carnevale che culminerà con il Martedì Grasso (17 febbraio), ultimo giorno prima della Quaresima.
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A differenza di città come Venezia o Viareggio, la Capitale vive il Carnevale in modo diffuso: niente maxi carri allegorici in centro storico, ma feste nei quartieri, eventi per famiglie, scuole in maschera e laboratori creativi.
Oggi pomeriggio molte piazze e spazi culturali ospiteranno animazione per bambini, spettacoli di magia e teatro di strada, concorsi per la maschera più originale e feste in ludoteca e nei centri commerciali.
E poi ci sono loro, i veri protagonisti: i piccoli romani vestiti da supereroi, principesse, dinosauri e personaggi dei cartoni che trasformano marciapiedi e parchi in passerelle improvvisate.
Frappe e castagnole: perché si mangiano proprio oggi?
Se entrando in un bar siete stati travolti dal profumo di fritto e zucchero a velo, è normale. Giovedì Grasso è anche (e soprattutto) una festa di gola.
Ma perché proprio questi dolci?
Le frappe (o chiacchiere)
A Roma si chiamano frappe, ma in Italia hanno mille nomi: chiacchiere, bugie, cenci, crostoli.
Sono sottilissime sfoglie di pasta fritta (o al forno) cosparse di zucchero a velo.
Le loro origini risalgono addirittura all’epoca romana. Durante i Saturnali si preparavano dolci fritti nel grasso chiamati frictilia, distribuiti alla folla in festa. L’idea di friggere un impasto dolce in periodo di celebrazione nasce proprio lì.
Il nome “chiacchiere” richiama invece il clima leggero e rumoroso del Carnevale: un dolce che “fa festa” già nel nome.
Le castagnole
Piccole, tonde, dorate. Le castagnole devono il nome alla loro forma che ricorda una castagna.
A Roma si trovano:
- classiche, semplicemente zuccherate
- ripiene di crema o ricotta
- al cioccolato
- talvolta con un tocco di liquore nell’impasto
La ricetta è documentata già nel ‘700, e in passato erano considerate un dolce “povero”, preparato con ingredienti semplici che tutte le famiglie avevano in casa: farina, uova, zucchero e strutto.
Il motivo per cui si mangiano proprio ora è legato alla tradizione cristiana: prima dell’inizio della Quaresima bisognava consumare gli ingredienti più ricchi (uova, zucchero, grassi). Da qui il termine “grasso”.
Anche senza una grande sfilata ufficiale, il Carnevale nella Capitale ha un fascino tutto suo. Tra i personaggi della tradizione romana spuntano ancora oggi maschere storiche come Rugantino e Meo Patacca, simboli dello spirito ironico e popolare della città.
E poi c’è il bello di Roma: travestirsi e passeggiare tra piazze barocche e vicoli storici rende tutto più scenografico.
Dopo Giovedì Grasso, il weekend sarà il momento clou per eventi e feste in maschera.
Il gran finale arriverà con Martedì Grasso, il 17 febbraio, prima del Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima.
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