Cassonetti gialli, ecco che fine fanno i vestiti usati gettati nella raccolta differenziata

I cassonetti gialli a Roma stanno avendo molto successo ed è per questo che Ama sta lavorando affinché venga incrementato il numero dei contenitori da lasciare in ogni parte della citta. Negli ultimi anni sono stati portati avanti ottimi risultati: scopriamo tutti i dettagli al riguardo.

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Cassonetti gialli a Roma, perché sono importanti

Dal 2020 al 2022 sono stati fatturati 5.425.000 euro grazie al recupero di vestiti, accessori e tessile risparmiando alle discariche 6.600 tonnellate di rifiuti. I risultati, quindi, sono notevoli ed è per tale motivo che Ama sta lavorando per aumentare il numero di cassonetti gialli in giro per Roma, dove vengono lasciati tutti i rifiuti del settore tessile.

Più di 6.000 tonnellate di indumenti e accessori di abbigliamento sono stati riciclati nel 2022 con un conseguente fatturato maggiore ai 5 milioni e 400mila euro negli ultimi tre anni.

Attualmente sono presenti 1.500 contenitori in tutti i 15 municipi e sono di proprietà di Ama. L’azienda è attrezzata con dispositivi anti intrusione e ogni anno il prelievo, il trasporto e il conferimento sono regolamentati da un bando pubblicato appositamente che viene svolto da 4 cooperative sociali che si aggiudicano la gara.

“Già a fine anno – ha affermato Daniele Pace, presidente Ama – abbiamo proposto una campagna di sensibilizzazione, inserita nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, per portare all’attenzione dei cittadini l’elevato impatto che ha sull’ambiente la produzione di materiali tessili. L’azienda sta ora programmando un cospicuo aumento dei contenitori dedicati, con l’obiettivo di raddoppiare l’attuale disponibilità sul territorio, per incrementare le percentuali di materiali intercettati e valorizzati”. Si legge su Roma Today.

Gli indumenti usati vengono trattati e valorizzati presso impianti idonei autorizzati. I materiali in buono stato saranno lavorati per essere commercializzati e messi in vendita presso i mercati dell’usato, mentre i tessuti ancora recuperabili sono valorizzati come recupero di materia. Quelli non recuperabili, invece, vengono avviati a smaltimento in impianti autorizzati.

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