Il titolo di Libero
Sul quotidiano Libero del 23 gennaio 2019, in prima pagina, campeggia un titolo che in men che non si dica ha infiammato le opinioni degli italiani. “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”.
In tantissimi hanno prontamente condannato il lancio del giornale, compresi personaggi noti che hanno immediatamente preso posizione.
Le parole di Luigi Di Maio
Proteste anche da parte del M5S.
“Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? – scrive Di Maio su Instagram – Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici. Vito Crimi ha avviato la procedura che azzererà i finanziamenti pubblici entro i prossimi tre anni”.
Il tweet di Vladimir Luxuria
“Per Libero i gay sono come il debito pubblico o come i reati? – cinguetta Vladimir Luxuria – Questa è la stampa che mi ha massacrata per aver osato parlare di me ai bambini. Cattivi maestri di giornalismo e di vita…”.
Condanne anche da parte di Selvaggia Lucarelli e di Francesco Paolantoni, che ha postato sui social un video decisamente ironico.
La risposta del direttore Pietro Senaldi
Una rivolta talmente generalizzata che il Direttore del quotidiano Pietro Senaldi ha risposto a ogni critica in un lunghissimo editoriale, uscito sul quotidiano il 24 gennaio.
“Ci fanno notare: che nesso c’è tra il calo del fatturato e del Pil e l’ aumento dei gay? – scrive sul finire dell’editoriale – Nessuno diretto, e infatti nella titolazione non abbiamo legato le due notizie con un rapporto causa-effetto. Abbiamo scattato una fotografia del Paese, specificando nel sommario che l’Italia è economicamente a terra e gli omosessuali sono gli unici a non sentire la crisi, tant’è che aumentano. Non piace il titolo? Non comprateci, ma lasciateci in pace. In particolare ci attaccano i grillini. Si starebbero attivando per tagliare immediatamente ogni tipo di contributo a Libero. ‘Bisogna stare sul mercato’, dicono. Ma in realtà tolgono i soldi solo a chi li critica e li aumentano a chi canta nel loro coro, come le radio, e per noi studiano leggi speciali, sullo stile di quelle per gli ebrei negli anni Trenta. Cari governanti delle due una: o Libero è un giornalaccio che non vale nulla, come dite, e allora non si capisce perché ve ne curiate così tanto, oppure vi dà fastidio, perché non vi piace quel che dice, e perciò che gli muoviate guerra dai vostri scranni di governo configura un attacco alla libertà di stampa e alla Costituzione”.
