I riti quaresimali più particolari di Roma: croci “velate” che spariscono e la chiesa completamente al buio
Con l’arrivo della Quaresima, Roma cambia passo e atmosfera, riscoprendo tante sue tradizioni antiche, ormai però talvolta poco conosciute anche dagli stessi abitanti della Città Eterna. Tra simboli austeri, silenzi improvvisi e celebrazioni cariche di suggestione, alcune chiese della Capitale custodiscono dei riti ancora capaci di trasformare gli spazi sacri e creare atmosfere sospese, tra fede, storia e memoria collettiva.
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Le croci “velate” che “spariscono”
Negli ultimi giorni della Quaresima molte chiese romane coprono crocifissi e statue con teli viola, lasciando gli altari spogli e con un aspetto del tutto insolito, nel rito della “velatio crucis”. Il gesto, di origine antichissima, simboleggia l’attesa della Passione e crea un forte impatto scenografico. Uno degli esempi più impressionanti si osserva nella Basilica di San Giovanni in Laterano, nella quale lo spazio liturgico appare improvvisamente trasformato.
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Il silenzio delle campane dal Giovedì Santo
Dal Giovedì Santo le campane smettono di suonare, secondo la tradizione perché “volano a Roma”. Al loro posto un tempo comparivano le raganelle, strumenti di legno dal suono secco e ritmato utilizzati dai bambini per richiamare i fedeli alle funzioni religiosi. Questa pratica, ancora viva in alcune parrocchie storiche, segna simbolicamente l’ingresso nei giorni più solenni della Settimana Santa.
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La chiesa completamente al buio: Santa Maria in Trastevere
Durante alcuni riti quaresimali, in diverse chiese le luci vengono completamente spente e l’interno dell’edificio resta illuminato soltanto dalle candele. La lettura dei testi della Passione avviene così in un’atmosfera raccolta e intensa, quasi meditativa. Il buio diventa parte del rito stesso, amplificando il senso di attesa e riflessione spirituale tipico di questo periodo liturgico. In Santa Maria in Trastevere, tutt’oggi, si può assistere a una chiesa del tutto priva di luci.
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Il rito dei sepolcri (il giro delle 7 chiese)
Infine, la sera del Giovedì Santo sopravvive una tradizione popolare molto amata: la visita ai “sepolcri”, gli altari addobbati per l’adorazione eucaristica. Un tempo i romani percorrevano in massa il cosiddetto giro delle sette chiese, una passeggiata notturna tra preghiera e socialità. Oggi il rito continua, seppur in forma più raccolta, mantenendo vivo uno dei gesti più identitari della Pasqua romana.
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