Dove si trova, esattamente, l’amore? Grazie a quali corde risuona? Attraverso quali istanze, liriche o psicosomatiche, ficcherà le unghie in noi mentre prenderà possesso della nostra carne e della nostra anima? E quando arriverà l’inesorabile fine – perché sì, arriverà – su quale punto più vulnerabile si (ri)vendicherà?
In scena dall’11 al 15 marzo 2026 all’OffOff Theatre di Roma D’amore e altre schifezze di Armando Quaranta, con Alessandro Di Marco, Lucilla Lupaioli, Nicola Civinini, Martina Montini, Sarah Nicolucci e lo stesso Armando Quaranta, è una commedia tragicomica che indaga, con ironia e lucidità, le contraddizioni dell’amore contemporaneo.
Racconta l’amore come voce che parla dentro di noi, che ci guida e ci fa deragliare, più Saw l’enigmista che Jacques Prévert, una voce che ci consegna l’implacabile referto della comica patologia che non crediamo di essere.
Anatomia delle occorrenze amorose, “D’amore e altre schifezze” è un viaggio tragicomico nel delirio sentimentale, tra gioie che esplodono, dubbi che divampano e dolori che, a pensarci bene, non fanno poi così male.
Armando Quaranta è attore, drammaturgo e regista teatrale. In ambito cinematografico ha preso parte a produzioni cinematografiche dirette, tra gli altri, da Guido Chiesa, Alessio Maria Federici, Gabriele Muccino e Riccardo Milani (“30 notti con il mio ex”, “A casa tutti bene 2”, “Quattro metà”, “Imperfetti criminali”, “Classe Z”). In teatro sviluppa una ricerca nell’ambito della drammaturgia contemporanea: tra i suoi lavori scritti e diretti “D’Amore e altre schifezze”, messo in scena nell’ambito della rassegna Teatro Aperto diretta da Elisabetta Pozzi presso il Centro Teatrale Bresciano (con la stessa Pozzi nel ruolo principale) e successivamente alla Sala Gustavo Modena del Teatro Nazionale di Genova, oltre a “Volevo vedere il mare”, “Lo stagno” e “Adesso è notte”.
“D’amore e altre schifezze” presenta cinque personaggi, persone comuni e profondamente riconoscibili, attraversano relazioni finite, tradimenti, illusioni romantiche e dipendenze affettive, guidati da una voce interiore che osserva, commenta e accompagna il loro percorso emotivo.
Lo spettacolo affronta l’amore non come ideale romantico, ma come esperienza concreta, fragile e spesso contraddittoria, che coinvolge la mente, le emozioni e il corpo. Tra confessioni intime, momenti grotteschi e slanci poetici, i protagonisti si confrontano con il bisogno di essere amati, con la paura della solitudine e con i propri autoinganni sentimentali.
Con un linguaggio diretto e una forte componente fisica ed emotiva, “D’amore e altre schifezze” costruisce un viaggio tragicomico in cui il pubblico è invitato a riconoscersi nei drammi, talvolta buffi e talvolta dolorosi, dei personaggi.
Uno spettacolo che fa ridere e, allo stesso tempo, mette a nudo il lato più viscerale e umano dell’amore, senza moralismi e senza offrire soluzioni, ma restituendo con sincerità le sue fragilità e le sue inevitabili contraddizioni.





