Paolo Pellegrin, ‘L’orizzonte degli eventi’: «Mettere in discussione presunte verità»

Vate del nostro tempo crudele e instabile, raffinato testimone di uno spazio che cambia di continuo perché muta l’umanità con la ‘u maiuscola’, Paolo Pellegrin ha appena inaugurato la mostra dal titolo L’orizzonte degli eventi presso Le stanze della fotografia a Venezia. Si tratta di una iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con Magnum Photos, a cura di Denis Curti e Annalisa D’Angelo, che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 7 gennaio.

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Paolo Pellegrin mostra la bellezza umana nella tragedia

Gli oltre 300 scatti, incluso un reportage per la prima volta in mostra sull’Ucraina e altre immagini inedite, coprono l’arco di tempo dal 1995 al 2023 e raccontano l’attività sul campo che ha portato Paolo Pellegrin a diventare uno dei più importanti fotografi internazionali.  

Romano, classe 1964, si laurea in architettura e poi in fotografia; dal 2005 è membro della prestigiosa agenzia Magnum Photos, ha pubblicato reportage su The New York Times, TIME, Newsweek e ricevuto innumerevoli premi – dal W. Eugene Smith Grant in fotografia umanistica al Photographer of the Year, passando per il Robert Capa Gold Medal Award e il World Press Photo – e nel 2023 ha ancora l’urgenza di mostrare una realtà senza filtri, spaventosamente vera.

Il suo sguardo penetra nella verità più cruda, racconta storie che forse non vorremmo ascoltare mai, tanto sono piene di sofferenza e pena, scava oltre la superficie restituendo l’anima – sempre in bianco e nero, sgranata, mossa – di chi finisce nel mirino della sua fotocamera.

«Ovunque io sia, mi considero sempre un ospite e, in cambio, sono quasi sempre trattato come un ospite. La macchina fotografica diventa allora un passaporto straordinario» dice Paolo Pellegrin che a Venezia è presente anche con i suoi reportage negli Stati Uniti, i rifugiati a Lesbo, scatti inediti in Ucraina, e altre immagini che il fotografo ha compiuto nel buco nero della storia raccontando un’umanità che pochi colgono e raggiungono.

L’orizzonte degli eventi, il buco nero e la volontà di oltrepassare la superficie

Già, un buco nero: «L’orizzonte degli eventi, nella fisica, è la zona teorica che circonda un buco nero, un confine oltre il quale anche la luce perde la sua capacità di fuga: una volta attraversato, un corpo non può più andarsene, se oltrepassa quel limite scompare del tutto dalla nostra vista» ha spiegato Annalisa D’Angelo, tra i curatori della mostra di Paolo Pellegrin.

Aggiunge Denis Curti: «Per Pellegrin la fotografia è mettere in discussione presunte verità per contribuire alla costruzione di un linguaggio inscatolabile fatto di grammatiche diverse e innovative».

In questi mesi nello spazio espositivo de Le stanze della Fotografia è previsto un calendario ricco di iniziative con visite guidate con i curatori della mostra, aperitivi fotografici, laboratori didattici e iniziative pensate per le scuole (tutte le info su www.lestanzedellafotografia.it).

Foto: Ufficio Stampa Marsilio Arte