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Dal 5 al 22 marzo 2026, a Roma va in scena una commedia che promette di far ridere, riflettere e – perché no – anche discutere. Si intitola “Figlio di Famiglia” ed è lo spettacolo scritto e diretto da Geppi Di Stasio, direttore della Compagnia Stabile, pronto a mettere sotto i riflettori una domanda tanto semplice quanto esplosiva: cosa rende una famiglia davvero “vera”?

È il certificato dell’Anagrafe che attesta una convivenza o il legame fatto di emozioni, cura e desiderio? Da una parte le leggi, i cavilli e le definizioni; dall’altra il cuore e quelle “regole” invisibili che non hanno bisogno di decreti per esistere.

Satira contro i tabù

Lo storico spazio culturale di via Forlì 43, da sempre legato al teatro come strumento sociale oltre che di intrattenimento, ospita una commedia che non ha paura di scherzare con i tabù. Di Stasio – fondatore anche del gruppo Facebook “Etero per i diritti gay” – porta sul palco voci, testimonianze e sensazioni raccolte nel tempo, trasformandole in una narrazione brillante che affronta temi complessi come adozioni, unioni civili e diritti genitoriali, senza il peso del dogma ma con l’efficacia della satira.

«Usiamo l’ironia perché è lo strumento che arriva prima al bersaglio – spiega l’autore – ma il nostro bersaglio non è colpire qualcuno, bensì abbattere il muro dell’indifferenza».

Una dichiarazione d’intenti chiara, in un’Italia che ancora fatica sul terreno dei diritti civili.

Una domanda che spiazza

“Figlio di Famiglia” lancia una provocazione: se il matrimonio è “maternità” e le altre sono “unioni civili”, allora l’amore ha bisogno di un dizionario per essere legittimato? E soprattutto: un bambino ha bisogno di cure o di etichette?

Lo spettacolo dà spazio a tutte le posizioni, coinvolgendo simbolicamente anche il pubblico, chiamato a riflettere – in forma anonima – su questi interrogativi. Un modo per trasformare la platea in parte attiva del dibattito.

Un cast corale e un premio speciale

Sul palco, accanto a Geppi Di Stasio, ci sono Roberta Sanzò, Patrizia Tapparelli, Giorgia Lepore Martinelli e Antonio Lubrano, per una commedia che alterna ritmo, sarcasmo e momenti più intensi.

E non finisce qui: ogni settimana verrà consegnato il premio “Figli di un Arcobaleno”, dedicato a chi ogni giorno si batte per affermare i diritti del cuore, trasformando il teatro in un luogo di riconoscimento e partecipazione.

Teatro delle Muse
Via Forlì 43, Roma
 Info: 06 4423 3649

Dettagli

Inizio:
5 Marzo @ 08:00
Fine:
22 Marzo @ 17:00
Categoria Evento:

Luogo

Teatro delle Muse
Via Forlì 43
Roma, Italy
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Numero di telefono
06 4423 3649
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Roma