Emilia Romagna, il borgo dei murales: ogni due anni diventa un museo a cielo aperto

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In Emilia Romagna è possibile ammirare il borgo dei murales a Dozza: la peculiarità del villaggio che si trasforma in un museo a cielo aperto
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A meno di 40 km da Bologna troviamo un paesino che fa parte dei borghi più belli d’Italia: si chiama Dozza e il motivo è presto detto.

Dozza, i murales parte integrante del borgo

Girando per le sue stradine, infatti, ci rendiamo subito conto che Dozza può anche essere definito il paesino dei murales, perché è una vera e propria galleria d’arte moderna dove però non c’è alcun bisogno di pagare il biglietto per accedervi.

Dozza è diventata un punto di riferimento per chi ama perdersi tra i vicoli dei borghetti nascosti e ammirare l’arte dagli anni ’60 quando è iniziata la tradizione della Biennale del muro dipinto.

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Ogni due anni, infatti, intorno ai portoni, le finestre e sulle pareti delle case di Dozza, artisti di tutta Italia lavorano per realizzare murales coloratissimi e sempre in armonia con il luogo che li ospita.

Dozza, la Biennale del Muro dipinto attiva da mezzo secolo

Un vero e proprio museo a cielo aperto è il paesino dell’Emilia Romagna, con una storia di murales oramai di mezzo secolo alle spalle.

I muri di Dozza accolgono l’arte e i cambiamenti che essa – insieme agli artisti – tentano di cogliere nella società e nel tempo in cui sono immersi, mantenendo però sempre un gran rispetto per l’atmosfera e gli umori del borghetto, senza tuttavia snaturarlo.

Foto: Shutterstock

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Dozza, il borgo dei murales: cosa succede ogni due anni
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