Nomi proibiti per neonati: da Lucifero a Ikea, passando per Giustizia

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Se il destino di una persona è contenuto o quanto meno influenzato dal nome che porta, bisogna fare particolare attenzione con i bebè in cerca […]
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Se il destino di una persona è contenuto o quanto meno influenzato dal nome che porta, bisogna fare particolare attenzione con i bebè in cerca di identità, soprattutto nella nostra epoca, dove sembra permesso un po’ tutto.

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In diversi paesi del mondo, però, esistono delle leggi molto severe che i futuri genitori sono tenuti a rispettare. Da noi tra i nomi proibiti per neonati, una sentenza del 2008 ha introdotto “Venerdì”, oltre al divieto già diffuso di utilizzare nomi geografici, eccetto per Italia, Europa, America e – e largamente diffuso – il nome Asia.

Un bel po’ i nomi proibiti per neonati in Germania, tenuto sotto controllo da un intero reparto: no a Woodstock, Grammophon, Miatt (non lascia intendere se appartiene a un maschietto o a una femminuccia) e anche, pensate un po’ WikiLeaks: un papà voleva chiamare il figlio così in onore di Julian Assange, ma non potendo, ha optato per Dako. Accolti, invece, Lafayette e Jazz.

Spostiamoci in Nuova Zelanda dove sono 77 i nomi proibiti per neonati: si va dall’inquietante Lucifero all’altisonante Giustizia, passando per 007, Duca, Regina e in generale tutti i nomi che contengono un numero romano. Vietati anche Fish e Chips – per fortuna – che i genitori volevano affibbiare ai loro due gemelli e no anche a Talula fa la Hula dalle Hawaii per una bambina di 9 anni. Incredibilmente è concesso chiamare una bimba col nome di Violenza o addirittura Bus numero 16.

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In Svezia tra i nomi proibiti per neonati troviamo sicuramente Ikea, ma anche Metallica e Veranda. Via libera invece, come nome proprio di persona, a Google e bandito per ovvi motivi – se riuscite a pronunciarlo, siete già a metà dell’opera – Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116: nel 1996 una coppia cercò di chiamare così il figlio come segno di ribellione.

In Norvegia, impossibile scegliere nomi che richiamino o siano ispirati a parolacce, sesso e malattie, mentre in Malesia, uno degli stati più ortodossi in materia, c’è chi ha provato a chiamare il figlio Testa Puzzolente, chi Serpente, Gobbo, Matto e ancora 007: tutti bocciati perché non in linea con le tradizioni locali.

Infine dai libertini States, una coppia di genitori – evidentemente molto social – è riuscito a scegliere come nome di battesimo per il figlio Hashtag Jameson, dando la notizia non su Twitter, ma su Facebook.

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