Da Boban a Modric: 20 anni dopo, la Croazia sogna un altro miracolo

MONDIALI DI CALCIO 2018 Quando la Croazia scenderà in campo domenica a Nizhny Novgorod per sfidare la Danimarca, saranno passati […]

MONDIALI DI CALCIO 2018

Quando la Croazia scenderà in campo domenica a Nizhny Novgorod per sfidare la Danimarca, saranno passati esattamente venti anni e un giorno da un altro, storico ottavo di finale: quello che li vide imporsi 1-0 sulla Romania al Parc Lescure di Bordeaux grazie a un rigore di Davor Suker. Era il 30 giugno 1998 e la nazionale dei Vatreni (i focosi) grazie a quel successo raggiunse i quarti di finale, dove trovò la Germania.

A guidare quella squadra dalla panchina c’era il ct Miroslav Blazevic. In campo, il talento di Boban, Vlaovic e dello stesso Suker, la personalità di Jarni e Bilic, l’intelligenza tattica di Stanic e Soldo. Alla prima partecipazione assoluta ad un Mondiale dopo lo scioglimento della Jugoslavia, la Croazia schiantò la ben più blasonata Germania con un 3-0 che mandò a casa Matthaus, Klinsmann e Bierhoff. Aprì le danze Jarni a fine primo tempo, quindi nel finale i gol di Vlaovic e Suker condannarono i tedeschi.

In semifinale, contro i padroni di casa della Francia, fu ancora Suker (capocannoniere del torneo con 6 gol) a portare in vantaggio i suoi, ma una doppietta di Thuram portò i Bleus in finale. La Croazia si consolò battendo l’Olanda nella “finalina” e ottenendo dunque il terzo posto. Un risultato storico per una nazione neonata e alla prima presenza in una Coppa del Mondo. Un’impresa che, però, è rimasta isolata: nei successivi Mondiali i ragazzi dalla maglia a scacchi non sono riusciti mai a ripetersi. Tre eliminazioni alla fase a gironi, oltre alla mancata qualificazione all’edizione 2010.

Un nuovo inizio?

Ora le cose sembrano cambiate. Una nuova generazione di grandi talenti sembra poter ripetere l’impresa di quella degli Anni ’90: Luka Modric guida la squadra come faceva Boban due decenni fa, Mandzukic non ha nulla da invidiare a Suker, Vrsaljko e Strinic non fanno rimpiangere Jarni e Stanic, Rakitic è decisamente meglio di Asanovic. E mentre a Francia ’98 nel girone con l’Argentina arrivò una sconfitta, stavolta i Vatreni hanno travolto i sudamericani, chiudendo a punteggio pieno.

Il tabellone di Russia 2018 li ha messi di fronte alla Danimarca, avversario tutt’altro che insormontabile. In caso di passaggio del turno, Modric e compagni se la vedrebbero con la vincente di Russia-Spagna nei quarti. Con un sogno nel cassetto: imitare l’impresa di Boban, Suker e Vlaovic. E magari – chissà – andare persino oltre: del resto tutto è possibile, in questo Mondiale.

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