Gaffe a Vieni da me, l’errore di grammatica da penna rossa notato dai telespettatori: ‘Va bene tutto, ma questo proprio no!’

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Incidente di percorso a Vieni da me: durante le domande al buio rivolte a Paolo Brosio è apparso sullo schermo un errore di grammatica. La gaffe non è passato inosservata ai telespettatori più attenti.
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Telespettatori spietati contro gli autori di Vieni da me per un clamoroso errore di grammatica apparso in grafica durante la puntata di martedì 7 maggio. Caterina Balivo stava intervistando Paolo Brosio quando sullo schermo è apparsa la scritta incriminata: “Qual’è”. Quell’apostrofo di troppo non è passato inosservato e il pubblico l’ha sottolineato con la penna rossa dei social.

Vieni da me: l’errore di grammatica

Il momento era piuttosto intimo: Paolo Brosio stava rispondendo alle domande al buio, raccontando della sua vita privata, del rapporto con i genitori e dell’incontro con Dio.

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A un certo punto, però, mentre il naufrago più amato dai mosquitos de L’Isola dei Famosi dialogava con Caterina Balivo, qualcosa ha attirato l’attenzione del pubblico, distogliendolo dalle sue pur toccanti e profonde parole.

Come avviene durante l’intervista al buio, le domande per l’ospite appaiono sul mega schermo dello studio, alle spalle dei protagonisti. Nel caso di Brosio, qualcosa non è andato proprio nel verso giusto e una delle domande andate in onda conteneva un incredibile errore: “Qual’è”.

I commenti sui social dopo l’errore

È vero che scrivere “qual è” con l’apostrofo è risultato essere il primo errore dei 10 più comuni commessi dagli italiani, ma il popolo dei social, dagli autori di una trasmissione Rai come Vieni da me, forse, non si aspetta uno scivolone del genere.

È per questo che alla vista di quell’apostrofo in più, molti utenti si sono indignati, riversando commenti di ogni genere sui social.

Va bene tutto eh, ma “qual’è” nelle domande al buio proprio NO” fa notare ad esempio su Twitter un telespettatore che stava seguendo il programma.

Insomma, un ripasso generale, forse, serve a tutti. E a tal fine, giova sicuramente ricordare quanto sottolineato dall’Accademia della Crusca: “È vero che la grafia qual’è è diffusa e ricorrente anche nella stampa, ma per ora questo non è bastato a far cambiare la regola grafica che pertanto è consigliabile continuare a rispettare”.

(foto @kikapress)

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