I bastardi di Pizzofalcone, libro vs serie: tutte le differenze spiegate da Maurizio De Giovanni

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I Bastardi di Pizzofalcone è stato uno dei più grandi successi di fiction di Rai1: ormai, ad una puntata dal termine della prima stagione, si […]
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I Bastardi di Pizzofalcone è stato uno dei più grandi successi di fiction di Rai1: ormai, ad una puntata dal termine della prima stagione, si possono tranquillamente tirare le somme e constatare il successo. La storia del commissariato napoletano fatto di uomini sbandati e sfiduciati, capitanati da un Alessandro Gassman in forma smagliante, ha fatto breccia nel cuore dei telespettatori che l'hanno scelto regolarmente qualunque fosse la controprogrammazione sulle altre reti.

Ad esultare per l'ottimo risultato raggiunto anche Maurizio De Giovanni, autore dei romanzi da cui la serie è tratta: è stato proprio lui, in una recente intervista a Sorrisi e Canzoni, a spiegare come è nata l'idea del soggetto e soprattutto -tema sempre caro agli appassionati di trasposizioni cinematografiche e televisive- quali sono le maggiori differenze fra i romanzi e la serie tv.

"I “Bastardi” s’ispira alla serie “87° Distretto” scritta da Ed McBain e pubblicata in Italia nei Gialli Mondadori: 55 romanzi dedicati a una squadra di poliziotti di un’immaginaria città americana -ha rivelato l'autore- mentre la figura di Lojacono nasce nel 2012 con il libro “Il metodo del coccodrillo”, dove era un poliziotto reietto che si confrontava con un serial killer. Mi sono affezionato a questa figura e così poi l’ho inserita anche nei “Bastardi”.

Il Lojacono letterario, che sullo schermo ha il volto di Alessandro Gassman, "è un poliziotto solitario, emarginato, ma ancora appassionato del proprio lavoro. Estremamente intelligente, è un cacciatore per natura. Vive con disincanto, non si fida più di niente e di nessuno. Ha un atteggiamento zen: è meditativo e di poche parole, reagisce poco e lentamente"

Somaticamente, i due (Lojacono e Gassman) hanno qualcosa in comune: "Nei romanzi non gli ho dato dei tratti distintivi, se non gli occhi a mandorla, (infatti lo chiamano 'il cinese', ndr) E non è alto come Gassmann. Diffidente per natura, lo è anche nei confronti di Napoli. Contrariamente a Gassmann, che nei sei mesi delle riprese l’ha girata tutta, ma senza farsi notare"

I fan dei libri di De Giovanni sono rimasti tutto sommato soddisfatti della trasposizione televisiva, anche se qualche parere discordante è sempre reperibile: ora si lavora alla seconda stagione, che saranno in moltissimi ad attendere con ansia.

 

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