PROROGATA Cross The Streets - 40 anni di Street Art e Writing al MACRO

Prorogata fino al 15 Ottobre la grande mostra Cross The Streets dedicata ai 40 anni di street art e writing. Al MACRO si ripercorre la storia romana della street art, dal 1979 ai giorni nostri. Non è una semplice mostra...

PROROGATA Cross The Streets - 40 anni di Street Art e Writing al MACRO

Straordinario successo per Cross The Streets, l’esposizione che racconta 40 anni di street art e writing inaugurata lo scorso 6 maggio al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma nella sede di via Nizza e che è stata prorogata fino al 15 ottobre.

Shepard Fairey, Wk Interact, Invader, Daim, Evol, Chaz Bojourquez, Diamond, JB Rock, Ron English, Lucamaleonte sono soltanto alcuni dei tantissimi artisti di fama internazionale presenti nella sezione “Street Art Stories” curata da Paulo von Vacano, cui si affiancano le altre sezioni di Cross The Streets, fra le quali “Keith Haring Deleted”, dedicata ai due interventi di Keith Haring a Roma nel 1984 e curata da Claudio Crescentini; “Writing a Roma – 1979/2017” curata da Christian Omodeo, esplorazione storica del fenomeno del writing; “Pop surrealism” a cura di Alexandra Mazzanti, che presenta alcuni esempi di connubio fra pratica street ed estetica del pop surrealism; “Fuck you all”, curata da Rita Luchetti Bartoli che ripropone un’esposizione del 1998 di Glen Friedman e “Goody Man” a cura di Ben Samba Matundu, l’ultima sezione allestita nel mese di luglio che ha ulteriormente arricchito Cross The Streets. In 4 mesi, Cross The Streets è stata visitata da decine di migliaia di spettatori e ha permesso al pubblico romano, nazionale e ai tanti turisti in visita nella Capitale di trovarsi di fronte a una panoramica più chiara possibile della nascita e dell’evoluzione fino ai giorni nostri del fenomeno della street art.

La mostra Cross the Streets, curata da Paulo von Vacano, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Regione Lazio, ideata e prodotta da Drago, in collaborazione con nufactory (promotore e ideatore di Outdoor Festival), progetto ABC della Regione Lazio e con il supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. La mostra è inoltre patrocinata dal CONI, dall’Università degli Studi La Sapienza e dall’Accademia delle Belle Arti di Roma.

 

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CROSS THE STREETS

a cura di: Paulo Lucas von Vacano

Apertura al pubblico: fino all’1 ottobre 2017

MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma

via Nizza 138, Roma

Orario: da martedì alla domenica ore 10.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Chiuso il lunedì

INGRESSO

MACRO via Nizza

Tariffa intera: non residenti 10,00 €, residenti 9,00 €.

Tariffa ridotta: non residenti 8,00 €, residenti 7,00 €.

MACRO via Nizza + MACRO Testaccio

Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €

Tariffa ridotta: non residenti 11,50 €, residenti 10,50 €

Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org

INFO: 060608

www.museomacro.org

 

MACRO Sala e Sala Bianca
La mostra, a cura di Paulo von Vacano, raccoglie e racconta 40 anni di Street Art e Writing, ospitando negli spazi del museo i più importanti artisti che hanno segnato le tappe fondamentali di questo movimento a livello internazionale e locale.

 

Cross the Streets è una piattaforma culturale che getta le basi per una storicizzazione del fenomeno del Writing e della Street Art, tirando le fila del fenomeno artistico e mediatico fra i più influenti degli ultimi quarant’anni. Una controcultura, ormai diventata ampiamente mainstream, entra al MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma, dove sono già presenti interventi permanenti di street/urban art realizzati da Bros, Ozmo e Sten&Lex.

La sezione dal titolo “Street Art Stories” ospita una selezione di artisti e opere che – riuniti sotto la stessa visione – permettono allo spettatore di avere una panoramica più chiara possibile della nascita e dell’evoluzione del fenomeno della Street Art. Appena entrati si viene colpiti dall’installazione site specific dell’artista franco americano WK Interact che, con il suo lavoro di ben 14 metri di ampiezza, ha dato vita a una scena simbolo della sua ricerca dinamica. Poi, oltre ai rinomati mosaici dell’artista francese Invader che hanno invaso le strade di Roma nel 2010, si può osservare Middle East Mural, una maxi tela grande più di 10 metri di Shepard Fairey aka Obey the Giant che viene esposta per la prima volta in Europa, accompagnata da più di trenta pezzi mai esposti a Roma in grado di dare una visione tout court sul lavoro di uno dei più famosi artisti americani. Si prosegue poi con Keith Haring Deleted, una testimonianza fotografica di Stefano Fontebasso De Martino a cura di Claudio Crescentini, con in mostra una serie di foto, presenti nella collezione del MACRO - CRDAV, relative all’intervento di Keith Haring sul Palazzo delle Esposizioni (1984), successivamente “cancellato” in occasione dell’arrivo del Presidente Gorbaciov nella Capitale. Sempre di Stefano Fontebasso De Martino sono anche le fotografie (1984-86, coll. privata) di un altro intervento artistico di Keith Haring a Roma, realizzato durante un suo secondo soggiorno nella Capitale sui pannelli trasparenti del ponte sul Tevere, dove transita la metropolitana linea A del tratto Flaminio-Lepanto. Anche questo intervento “Deleted”.

Altri lavori importanti sono i site specific: ad alcuni artisti simbolo del movimento è stata riservata una fetta di museo, nello specifico 5x10 metri, per esprimere liberamente la propria arte fra dripping, installazioni, lettering, stencil, poster e lavori su tela, il tutto realizzato all’interno e per gli spazi del Museo. Fra i nomi di artisti internazionali coinvolti il graffiti artist tedesco Daim, king della tecnica 3D, Chaz Bojourquez, capostipite dello stile del lettering West Coast e idolo di tutto il mondo dei tatuaggi, Evol, famoso per le sue installazioni di paesaggi urbani in miniatura, e fra i romani Diamond, con la sua estetica fra il liberty e il tatuaggio old school, il maestro dello stencil Lucamaleonte e JBRock che porterà una collezione di poster direttamente dai suoi interventi in strada.

Fra gli altri artisti in mostra citiamo Mike Giant, Sten e Lex, Will Barras, Cope 2, DozeGreen e Roa, Swoon, Fafi, Flying Fortress, Koralie, Nick Walker, Miss Van, Hyuro, Jeremy Fish, Microbo, Bo130, Galo, 2501, Mark Jenkins, Moneyless, Giacomo Spazio, Solomostry, Stella Tasca, Agostino Iacurci, Ozmo, Pisa 73, Luca Mamone e il giovanissimo Mosa One (classe 1997!) e, per la sezione dedicata al pop surrealism, Ray Caesar, Mark Ryden, Marion Peck, Camille Rose Garcia,Kazuki Takamatsu, Yosuke Ueno fino ad arrivare ai toys di Ron English.

Non manca una sezione fotografica incentrata sul fenomeno della Street Photography con opere di Estevan Oriol, Ed Templeton e Boogie.

La sezione “Writing a Roma, 1979-2017” che ospita una ricerca dedicata al rapporto speciale che lega Roma al Writing fin dal dicembre 1979, quando la Galleria La Medusa ospitò la prima mostra di graffiti organizzata fuori dagli Stati Uniti, è curata da Christian Omodeo, fondatore di Le Grand Jeu, agenzia e bookstore di Parigi specializzata in arte urbana. La riscoperta di un gruppo di opere di Lee Quinones e Fab 5 Freddy, esposte in mostra per la prima volta dopo essere state date per disperse per quasi quarant’anni, apre un percorso espositivo altrimenti incentrato su diverse generazioni di writers locali che, dagli anni ‘80 fino ad oggi, hanno fatto di Roma una delle capitali del Writing internazionale. In nessun’altra città al mondo, infatti, le metropolitane e i treni del sistema ferroviario urbano sono stati dipinti con la stessa continuità - quasi trent’anni - di Roma. Tra gli artisti coinvolti, oltre a Lee Quinones e Fab 5 Freddy, vanno citati Napal e Brus, Jon e Koma, Imos, Pax Paloscia, Rebus, il fotografo Valerio Polici e le crewsTRV e Why Style.

Un’ulteriore sezione riguarda i "Milestones" ossia gli eventi imprescindibili che hanno contribuito alla costituzione di questo movimento come le mostre dei primi anni 2000 dello Studio 14, l’International Poster Art, il progetto Izastikup, la nascita dell’Outdoor Festival e “Fuck You All”, mostra del 1998 di GlenFriedman le cui opere verranno raccolte dalla curatrice Rita Luchetti Bartoli.

Il logo di Cross the Streets è stato realizzato da Deep Masito, già fondatore e frontman del noto gruppo rap underground Colle der Fomento e ora tra i più famosi lettering artist.

L’intera mostra è allestita dallo Studio Ma0, un team di architetti fondato nel 1996 a Roma specializzato in allestimenti e installazioni multimediali, nella convinzione che l’architettura sia un sapere di mezzo, etimologicamente un media tra diverse discipline e geografie del territorio. Lo studio riflette sull’architettura come sistema di regole spaziali – playground – capace di produrre e modificare relazioni tra spazi e abitanti, tra pubblico e privato, tra artificiale e naturale.

L'allestimento di Cross the Streets porta fin dentro il museo il linguaggio della Street Art: per l’occasione il MACRO viene contaminato da elementi leggeri e temporanei, dalla segnaletica orizzontale che dalla strada entra direttamente nella sala grande, ai teli da impalcature che ne trasformano il grande spazio in una scena urbana da esplorare. Molti dei materiali torneranno ad essere riutilizzati nei cantieri edili, facendo così di Cross the Streets il più importante allestimento produttivo realizzato da Ma0, il passaggio di un processo costruttivo in cui gli sprechi sono ridotti al minimo e la vita dei materiali impiegati non si conclude con la mostra ma continua altrove.

La mostra Cross the Streets sarà accompagnata dalla realizzazione da parte della casa editrice Drago di un omonimo catalogo che documenterà tutti gli interventi in mostra con fotografie di Simon d’Exéa anche degli artisti a lavoro nel museo, delle opere e correlato da testi, interviste ai curatori e immagini d’archivio. Sarà realizzata inoltre una fanzine con la collaborazione di diversi operatori del settore e contenente interviste, reportage e servizi, con annesso spazio nelle varie pagine pubblicitarie per tutte le realtà limitrofe e gemellate con il progetto.  Un documentario sul making of Cross the Streets sarà realizzato da Camillo Cutolo.

Durante la mostra, inoltre, verrà presentato il libro “The Street is Watching”, antologia di Street Photography che in 440 pagine raccoglie 50 anni di storia del movimento e racchiude il lavoro di più di cento artisti fra Mary Ellen Mark e Martha Cooper passando per Bruce Davidson, Jim Goldberg, Nan Goldin e Ryan McGinley. Il libro è edito da Drago.

Parallelamente alla mostra, la Sovrintendenza Capitolina organizzerà, fra giugno e ottobre, una serie di incontri su alcuni dei temi caldi della Street e dell’arte urbana in generale, che vanno dal diritto d’autore alla proprietà e legalità, dalla conservazione all’iconografia e la semiotica del Writing, dalla fruizione alla produzione. In contemporanea è stata anche lanciata una call verso tutti i Municipi di Roma Capitale in modo che possano venire a raccontare le “storie” della Street Art a Roma, lungo quasi quarant’anni di produzione urbana.

Durante l’arco della durata della mostra Cross the Streets saranno presentati al MACRO numerosi progetti riguardanti il rapporto tra l’arte e la salute psicofisica di fasce deboli come l’infanzia e la terza età realizzati con il Dipartimento diPediatria della Facoltà di Medicina e Psicologia, La Sapienza, Ospedale Sant’ Andrea di Roma.

La mostra comprende anche il progetto di sei eventi collaterali notturni. Dal 14 maggio sarà in programma la Sky Arte Arena, un ciclo di proiezioni dedicate alla street art all’interno dell’auditorium di Odile Decq: dieci appuntamenti realizzati in collaborazione con il canale satellitare Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky) che presenterà opere come Dismaland – La giostra crudele di Banksy, Graffiti a New York e Ronnie Cutrone - Everything is a cartoon for me. L’ingresso alle proiezioni è gratuito per il pubblico in possesso del biglietto di ingresso alla mostra.