“Perì ‘etz hadar” – Il primo intervento urbano di Antonino Perrotta per LAOS

“Perì ‘etz hadar” – Il primo intervento urbano di Antonino Perrotta per LAOS

LAOS, l’itinerante festival di arte urbana, prosecuzione e rigenerazione dell’originario e ormai noto street art festival OSA Aroud, ha ridipinto il centro storico di Santa Maria del Cedro, con una grandiosa opera d’arte dal forte valore simbolico.

“Perì ‘etz hadar”, che tradotto letteralmente dall’ebraico significa “il frutto dell’albero più bello”, è il primo intervento d’arte urbana del progetto LAOS: secondo la tradizione ebraica, infatti, fu proprio il cedro – e non la mela – a tentare Adamo ed Eva, provocando la loro espulsione dell’Eden. E fu così che Dio indicò a Mosè il cedro quale pianta da utilizzare per la tradizionale festa delle capanne o Sukkoth.

La coltura dei cedri ha una storia antichissima, risalente a oltre 2000 anni fa. I migliori cedri vengono attualmente coltivati nella zona identificata come la Riviera dei Cedri, proprio a Santa Maria del Cedro. Ed è qui che, sin dai tempi antichi, rabbini con barba e kippah provenienti da tutto il mondo, arrivano per selezionare il “frutto sacro” che verrà poi utilizzato per celebrare il Sukkoth, ricordando le capanne che gli ebrei costruirono durante il viaggio verso la Terra Promessa.

“Perì ‘etz hadar” è l’immagine dal quale il festival LAOS parte e prende vita, festeggiando lo sposalizio tra due culture estremamente differenti ma legate da secoli, da un indissolubile filo.

Ideatore di entrambi i format (OSA e LAOS), promotore di una cultura volta a sensibilizzare attraverso l’arte sul rispetto dell’ambiente, sulla storia e sull’appartenenza al proprio territorio, Antonino Perrotta in arte Attorrep è il noto artista adamantino che, realizzando i primi due murales per la cittadina calabrese, dà inizio al nuovissimo e promettente festival d’arte urbana dal nome LAOS.

Gli interventi artistici, fortemente voluti dall’amministrazione comunale, interessano il centro storico di Santa Maria del Cedro, inserendosi nel suo contesto urbano senza alterarne l’identità, creando un dialogo tra arte e architettura, tra spazio e ambiente, attraverso un percorso costituito da più tappe e da una serie di operazioni di street art realizzate nel corso dell’anno.

Laos era un’antica città della Magna Grecia, un’importante colonia di Sibari che sorgeva nel territorio di Santa Maria del Cedro, valle dell’odierno fiume Lao, da cui prende il nome. Città fiorente, dall’elevato grado di civiltà, del V/VI secolo a.C., è tra gli insediamenti più antichi della zona identificata come la Riviera dei Cedri.

Il festival LAOS nasce grazie alla collaborazione tra il Comune di Santa Maria del Cedro e l’Associazione Culturale Haz Art, ponendosi come continuazione e rigenerazione di OSA, ma allo stesso tempo differenziandosi dall’originaria kermesse: emblematico notare come la parola “laos” contenga in sé il termine “osa”, anagramma di esso con l’aggiunta della lettera “l”.

Obiettivo di LAOS è dare forma e colore alle peculiarità geografiche di Santa Maria del Cedro, integrando le sue caratteristiche morfologiche con quelle storico-archeologiche, in continuità con le tradizioni culturali e con le specificità strutturali del paesaggio, che tramite l’arte prendono vita.

“Rigenerare il centro storico attraverso immagini che rievocano un flashback cronologico inverso, a partire dalla storia più recente fino ad arrivare alle primissime tracce storiche – spiega Antonino Perrotta – Santa Maria del Cedro possiede uno dei maggiori patrimoni storico-culturali del mezzogiorno ed è uno degli insediamenti più antichi presenti sul territorio. Il recupero e la valorizzazione degli usi, dei costumi e delle tradizioni locali, sono tra gli obiettivi essenziali che intendiamo perseguire col nostro festival”.

Con il sostegno del Comune di Santa Maria del Cedro, con la collaborazione di Artemisia Paint, promosso dall’Associazione Culturale Haz Art sotto la direzione artistica di Antonino Perrotta, giovane artista diamantese e ideatore dei diversi festival, LAOS si propone di continuare il lavoro iniziato con OSA – Operazione Street Art e proseguito con OSA Around.

Haz Art si è distinta sin da subito proponendo attività di riqualificazione e rigenerazione urbana attraverso questa particolare forma d’arte, collaborando con importanti street artist del panorama nazionale ed europeo (tra cui Sfhir, Man ò Matic, Solo, Diamond) e stringendo collaborazioni con importanti festival del settore, come Manufactory Project (Comacchio, Ferrara), Graffitea (Cheste, Spagna), Biennale MArteLive (Roma), Serpis Urban Art (Gandìa, Spagna).

Gli obiettivi e le tematiche affrontate, la partecipazione sentita delle realtà locali, unitamente alla dimensione metropolitana del progetto e al respiro internazionale degli artisti coinvolti, fanno di OSA un festival senza precedenti e in linea con il fenomeno che si sta sviluppando nei grossi centri urbani: l’estensione più grande delle opere che arrivano a coprire l’intera facciata dei palazzi, l’uso delle moderne tecniche di realizzazione (spray, elevatori meccanici, pitture al quarzo) caratterizzate da stili più contemporanei, distinguono certamente i nuovi interventi dai precedenti.

Portando avanti il concetto di muralismo, inteso come percorso di rigenerazione dell’arte pubblica contemporanea e di rivalutazione del territorio, OSA intende aprire un dialogo tra arte e architettura, tra spazio e ambiente, allo scopo di riscoprirne i luoghi, esaltandone la bellezza attraverso l’integrazione della street art nel complesso artistico di città e borghi del sud Italia.