L’ Antico Caffè Greco di Roma rischia di chiudere, un patrimonio artistico che se ne va Video

Chiude l'Antico Caffè Greco di Roma, ma l'Ospedale Israelitico, proprietario delle mura, dovrà mantenere l'esercizio del bar e continuare a preservare gli arredi interni sottoposti a vincolo.

L’Antico Caffè Greco di Roma di via Condotti rischia di chiudere. Si sembra impossibile ma sta succedendo. Per chi non lo conoscesse il caffè è uno dei più importanti punti di riferimento culturali della città antica e moderna. Meta di turisti ma soprattutto di romani, il caffè è punto di riferimento di intellettuali e personalità di spicco della città. Con oltre 300 opere esposte nelle sale, il caffè è la più grande galleria privata di opere d’arte aperta al pubblico al al mondo.

L’Antico Caffè Greco di Roma cambia gestore. Il 20 febbraio prossimo, quello attuale, Carlo Pellegrini, dovrà molto probabilmente abbandonare lo storico locale di via Condotti, dopo una disputa giudiziaria con il proprietario del caffè, l’Ospedale Israelitico, terminata il 20 dicembre scorso con una sentenza di sfratto.

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Il 30 settembre 2017 è scaduto il contratto d’affitto di Pellegrini, che per mandare avanti lo storico caffè letterario della capitale – datato 1760 – pagava la ‘modica’ cifra di 16 mila euro al mese. Un corrispettivo che – considerando la zona di pregio e l’alto valore artistico e culturale del locale – non era ritenuta sufficiente dal proprietario.

Pellegrini ha provato anche a ottenere un affitto bloccato, cosa che l’Ospedale Israelitico non ha mai accettato, anzi: secondo quanto riporta Il Messaggero, il nuovo gestore potrebbe doversi adeguare ai canoni della zona, rischiando di dover sborsare anche fino a 180 mila euro.

Una somma davvero rilevante, che non tutti saranno disposti a versare per continuare a utilizzare il locale come bar. Ma per cambiare la destinazione d’uso della prestigiosa struttura bisognerebbe rivolgere al Ministero dei Beni Culturali, visto che su arredi, opere d’arte e suppellettili che impreziosiscono l’Antico Caffè Greco esiste un vincolo storico-artistico.

Cambiare la destinazione d’uso dell’esercizio commerciale appare, dunque, piuttosto difficile, anche perché non tutte le attività sono compatibili con la storia e la tradizione del locale. A confermarlo è stato Giovanni Naccarato, direttore generale dell’Ospedale Israelitico, che al quotidiano romano ha anche ribadito l’intenzione della proprietà di ottenere dai nuovi gestori il pagamento di “un prezzo d’affitto in linea con i canoni di via dei Condotti”.

(foto @shutterstock)

Redazione

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