‘Wilhelm Furtwangler, Processo all’Arte’. Al Teatro Stanze Segrete. Recensione

Ancora una volta Ennio Coltorti porta la qualità sul palco e mette lo spettatore davanti a domande scomode. Quando la responsabilità delle proprie azioni è […]
-

Ancora una volta Ennio Coltorti porta la qualità sul palco e mette lo spettatore davanti a domande scomode.

Quando la responsabilità delle proprie azioni è mitigata dalle circostanze?

Quando l’arte e la sua divulgazione sono al di sopra di tutto, anche della vita umana?

E’ quanto ci si chiede, durante e dopo la visione di ‘Wilhelm Furtwangler, Processo all’Arte’, in scena al Teatro Stanze Segrete fino al 9 febbraio.

La storia del grande direttore d’orchestra che durante il regime nazista fu a capo della Filarmonica di Berlino è stata raccontata in molti modi (sia nel cinema che nel teatro), ma Coltorti ne dà una versione più personale, pur senza giudicare né dare risposte. Sarà il pubblico a farsi un’idea di ciò che è accaduto ed a ‘Prendere posizione’ (Taking sides è infatti il titolo originale del bellissimo film del 2001).

Accanto ad Ennio Coltorti, che interpreta Wilhelm Furtwangler, c’è Marco Mete (nei panni del maggiore Steve Arnold), altro orgoglio del doppiaggio italiano e grande presenza sul palcoscenico.

Con consumata abilità i due mettono in scena una enorme gamma di emozioni, una schermaglia fatta di parole e di silenzi, uno scontro tra la sensibilità dell’arte che tutto giustifica ed una più prosaica ricerca della verità che, persi tutti gli orpelli di un romanticismo spazzato via dagli orrori della guerra, di ‘artistico’ non ha più nulla.

Insieme ai due, Tomaso Thellung, Virna Zorzan, Licia Amendola e Federico Boccanera, al suo ottimo debutto teatrale.

Tutti gli attori si fondono in un crescendo di tensione palpabile, in un meccanismo complesso e perfetto che mette in risalto sia i veterani della compagnia, sia i più giovani come Virna Zorzan che continua a dare conferma della sua bravura dopo le brillanti interpretazioni di Rossana in Cyrano e Giovanna D’Arco (sempre al Teatro Stanze Segrete).

Tomaso Thellung, Licia Amendola e Federico Boccanera danno ottima prova contribuendo a tenere viva l’attenzione accompagnando con maestria il pubblico verso una conclusione che conclusione non è.

Si esce dal teatro con mille domande, ci si interroga e se ne parla… E questo, forse, è il più grande regalo che il teatro possa farci.

‘Wilhelm Furtwangler, Processo all’Arte’

Teatro Stanze Segrete, Via della Penitenza 5

Fino al 9 febbraio