A Villa Adriana, una scoperta legata ai fulmini svela un antico rito romano: un evento atmosferico diventava sacro e simbolico.
Ma voi lo sapevate che Villa Adriana, uno dei luoghi più affascinanti dell’antica Roma, una nuova scoperta archeologica sta aprendo una finestra sorprendente sul rapporto tra religione, natura, meteorologia e superstizione? Il ritrovamento, avvenuto nell’area dell’Anfiteatro, racconta infatti un antico rito romano legato ai fulmini, svelandoci in che modo anche un evento atmosferico così apparentemente banale potesse trasformarsi in qualcosa di sacro e profondamente simbolico.
Una misteriosa iscrizione dedicata ai fulmini della notte: la scoperta a Villa Adriana
Andiamo con ordine e partiamo dal princpio. Durante gli scavi nell’area dell’Anfiteatro di Villa Adriana è emersa una piccola struttura in tufo, sulla quale si conserva ancora una lastra di marmo di circa 40 per 35 centimetri. Incise su due righe compaiono le parole FVLGVR SVBMANIVM, una formula collegata a Summano, divinità romana associata ai fulmini notturni.
Per i Romani, infatti, le folgori non erano tutte uguali: quelle che cadevano durante il giorno venivano generalmente attribuite a Giove, mentre quelle notturne erano legate proprio a Summano.
Cosa facevano gli antichi romani quando cadeva un fulmine
Quando un fulmine colpiva il terreno, un edificio o un oggetto, per i Romani non era semplicemente un fenomeno naturale. Il punto interessato poteva diventare uno spazio sacro, delimitato attraverso un bidental.
Le tracce lasciate dalla folgore potevano inoltre essere raccolte e sepolte secondo un rituale preciso: da qui l’espressione fulgur conditum, cioè il fulmine “deposto” o “sepolto”.
La scoperta permette così di guardare Villa Adriana da una prospettiva diversa: non soltanto palazzi, terme e architetture monumentali, ma anche gesti religiosi parte della quotidianità di chi la abitava. Gli studiosi sperano ora di poter effettuare nuove ricerche al fine di capire in che epoca questo rito entrò nella storia dell’area e quale rapporto avesse con gli edifici circostanti.
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