Se stai cercando un’idea per una gita fuori porta che unisca cultura, scoperta e qualcosa di davvero diverso dal solito, il MAXXI L’Aquila è una meta da mettere subito in lista.

Nel cuore della città, il museo si trova dentro Palazzo Ardinghelli: un elegante edificio barocco del Settecento, ferito dal terremoto del 2009 e oggi completamente restaurato.
Già questo racconto, da palazzo storico a spazio contemporaneo, basta a dare un senso alla visita.

Ma il punto è un altro: qui l’arte non è mai distante. Il MAXXI L’Aquila è pensato come uno spazio aperto, vivo, attraversabile anche senza entrare davvero, con il suo cortile accessibile e frequentato anche dai cittadini. Non è il classico museo ‘da fare in silenzio e via’, ma un luogo che dialoga con la città.

E questa relazione con il territorio si sente ancora di più oggi. Il 2026 è un anno chiave: L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 sta trasformando la città in un vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto, con un calendario ricchissimo di eventi, mostre e progetti diffusi.

Il MAXXI è uno dei protagonisti di questo percorso. Tra gli appuntamenti più attesi Aftershock, la grande antologica di Ai Weiwei (inaugurata il 28 aprile 2026), che ripercorre oltre cinque decenni di carriera: dalle opere realizzate a New York negli anni ’80 fino alle più recenti produzioni del 2025.

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Non si tratta solo di una mostra, ma di un racconto articolato che attraversa disastri naturali, conflitti, corruzione e tragedie collettive attraverso film, fotografie, sculture e installazioni. Il filo conduttore è uno: capire cosa resta dopo, come gli eventi continuano a influenzare le persone e i luoghi nel tempo.

Il percorso espositivo si intreccia con la storia recente del territorio, rendendo l’esperienza ancora più intensa.
Il cuore della mostra è rappresentato dalle opere legate al terremoto del Sichuan del 2008. Ed è qui che il contesto diventa fondamentale: queste installazioni sono ospitate proprio negli spazi di Palazzo Ardinghelli, a sua volta simbolo della rinascita dopo il sisma del 2009.

Il risultato è un dialogo molto diretto, quasi inevitabile. Da una parte il racconto artistico di una tragedia, dall’altra un luogo che quella ferita l’ha vissuta davvero. Anche senza conoscere tutti i riferimenti, questo passaggio arriva.

La sensazione è che la mostra non chieda di essere “capita” in senso tecnico, ma attraversata. Si passa da materiali fragili a strutture più imponenti, da immagini a installazioni che occupano lo spazio, e in mezzo resta sempre una domanda: cosa resta dopo un evento che cambia tutto?

Il titolo, Aftershock, suggerisce proprio questo: non l’evento in sé, ma ciò che continua a muoversi dopo. E in una città come L’Aquila, questa idea diventa ancora più concreta.

Ma il 2026 del MAXXI L’Aquila non si ferma qui. Il museo uscirà dai suoi spazi con la mostra “Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960”, ospitata a Palazzo Ex Omni, mentre a settembre è atteso un progetto curato da Maurizio Cattelan e Marta Papini dedicato a Fabio Mauri, figura centrale dell’arte italiana del Novecento e profondamente legata alla città.

Tutto questo si inserisce in un contesto più ampio: oggi L’Aquila è una città che ha ritrovato energia e identità anche grazie alla cultura.

Passeggiando nel centro si percepisce un’atmosfera diversa, persone che vivono gli spazi, nuove aree pedonali, locali aperti, segno di una trasformazione reale.

Dopo il terremoto del 2009, la rinascita è passata anche attraverso istituzioni culturali solide: dalla Istituzione Sinfonica Abruzzese alla Società Aquilana dei Concerti Barattelli, fino al Teatro Stabile d’Abruzzo e alle realtà della danza. Un sistema che ha continuato a portare pubblico e vita in città, contribuendo a costruire una nuova identità.

In questo scenario, il MAXXI rappresenta un ulteriore punto di connessione, soprattutto per i più giovani e per chi studia arte, offrendo uno spazio di confronto diretto con il contemporaneo.

Una volta usciti dal MAXXI, il bello è che la giornata continua facilmente: il centro storico è a pochi passi, così come altri luoghi simbolo della rinascita della città. Tra questi anche il Museo Nazionale d’Abruzzo, che crea un ideale dialogo tra arte antica e contemporanea lungo lo stesso asse urbano.

Il MAXXI L’Aquila è perfetto per una gita diversa dal solito, che mescola arte, storia e atmosfera. Senza bisogno di essere esperti, basta avere voglia di vedere qualcosa che lascia il segno, anche grazie a una città che oggi, più che mai, ha scelto la cultura come motore del proprio futuro.