Il Tevere è sceso a livelli incredibilmente bassi e dalle sue acque sono riemersi i resti di un antico ponte romano.
Il Tevere è sceso a livelli incredibilmente bassi e, nel cuore di Roma, dalle sue acque è tornata a emergere una testimonianza dell’antichità: i resti di un antico ponte romano. Normalmente in gran parte sommersi, sono di nuovo visibili lungo il fiume, regalando a romani e turisti uno spettacolo insolito. Un’immagine suggestiva dalla quale la magra del Tevere richiama la storia millenaria della Capitale, riaffiorata letteralmente dall’acqua proprio in questi giorni.
Riemerge il Pons Neronianus: l’antico ponte romano sommerso dal Tevere
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il livello eccezionalmente basso del fiume ha riportato alla vista i resti dei piloni del Pons Neronianus, conosciuto anche come ponte Trionfale, nei pressi di Castel Sant’Angelo e dell’attuale ponte Vittorio Emanuele II.
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La struttura, realizzata nel I secolo d.C. e probabilmente legata al regno di Nerone, consentiva alla Via Triumphalis di attraversare il Tevere, mettendo in collegamento il Campo Marzio con l’Ager Vaticanus e proseguendo in direzione di Veio. Nell’area vaticana si trovavano allora proprietà imperiali, tra cui la villa di Agrippina, oltre al circo di Caligola e alla via Cornelia.
Non è la prima volta che la magra estiva rende visibili queste vestigia. Nel Settecento i piloni emergenti furono raffigurati anche da Giuseppe Vasi e venivano sfruttati per ormeggiare mulini galleggianti, mossi dalla corrente incanalata dalle strutture. A fine Ottocento parte dei resti fu demolita per migliorare la navigabilità del fiume, mentre durante i lavori novecenteschi per ponte Vittorio Emanuele II furono rinvenuti elementi in ferro e grandi travi di legno conficcate nel letto del Tevere.
Il ponte era stato distrutto probabilmente durante la Guerra gotica, nel VI secolo. Secoli dopo Giulio II ne progettò una ricostruzione, mai realizzata, fra Lungara e via Giulia.
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