E se il Tevere tornasse balneabile? Parte il monitoraggio hi-tech per pulire il fiume di Roma

In questi giorni il Tevere – da gigante in movimento che attraversa Roma – è tornato al centro del dibattito pubblico con una domanda che l’amministrazione Gualtieri sta ponendo con insistenza: può il fiume tornare ad essere balneabile? Si tratta di una possibilità che la giunta capitolina ha deciso di percorrere, tramite un percorso di analisi e monitoraggio scientifico hi-tech che mira a capire cosa scorre oggi nelle sue acque e quali sono le condizioni necessarie per una sua reale riqualificazione. Insomma, è molto più di una suggestione.

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Il Tevere può tornare a essere balneabile? Un monitoraggio scientifico articolato in quattro filoni

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il progetto sul ritorno della possibilità di avere un Tevere balneabile è stato effettivamente avviato da Roma Capitale, ed è anche già entrato nella fase operativa con la costituzione di quattro gruppi di lavoro, ciascuno dedicato a uno specifico ambito di studio.

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L’obiettivo è costruire un quadro conoscitivo completo sullo stato delle acque del Tevere e dell’Aniene, integrando dati già disponibili e nuove analisi. Il monitoraggio riguarda sia gli aspetti ambientali sia quelli sanitari, con una metodologia condivisa tra istituzioni, università ed enti di ricerca.

Una parte centrale del lavoro riguarda l’individuazione e il controllo dei contaminanti potenzialmente pericolosi per la salute umana, inclusi quelli non sempre previsti dalle attuali normative sulla balneazione. Parallelamente si andranno ad analizzare le caratteristiche idrologiche del fiume e si procederà al censimento degli scarichi, autorizzati e non, lungo il corso del Tevere e del suo principale affluente.

I risultati confluiranno in rapporti intermedi e documenti pubblici, utili a definire una strategia di rigenerazione ambientale ed ecosistemica che, nel lungo periodo, potrà rendere concreta anche l’ipotesi della balneabilità.

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