Da cosa deriva il termine ‘grottesco’? È molto più concreto di quanto non pensi. E c’entra ovviamente la storia dell’Antica Roma.

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Il termine “grottesco” ha un’origine molto più concreta di quanto sembri: nasce da alcuni misteriosi ambienti sotterranei di Roma, rimasti nascosti per secoli e poi riscoperti quasi per caso. Quegli affreschi romani, sepolti nel buio per circa 1400 anni, avrebbero ispirato alcuni dei più grandi artisti del Rinascimento e lasciato un segno duraturo nel linguaggio dell’arte.

Dalla Domus Aurea alle “grotte” sotto Roma: da cosa deriva il termine “grottesco”

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Per capire da dove arriva la parola “grottesco” bisogna tornare alla Domus Aurea, la gigantesca reggia fatta costruire da Nerone dopo l’incendio del 64 d.C. Era un complesso immenso, esteso per circa 80 ettari nel cuore della città, con sale decorate, giardini, spazi monumentali e perfino laghi artificiali.

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Dopo la morte di Nerone, però, quella reggia divenne un simbolo ingombrante. Vespasiano prosciugò il lago artificiale e nello stesso spazio avviò la costruzione del Colosseo. Più tardi, tra il 104 e il 109 d.C., Traiano fece edificare le sue Terme sul Colle Oppio, riempiendo gli ambienti della Domus Aurea con terra e macerie per usarli come fondamenta. Così, in pochi decenni, la Casa d’Oro sparì sotto Roma. Non fu soltanto abbandonata: venne letteralmente inglobata dalla città successiva.

Intorno al 1480, alcuni ambienti sotterranei furono riscoperti per caso. Chi vi entrò si trovò davanti stanze dipinte con decorazioni ancora sorprendenti: figure fantastiche, animali ibridi, intrecci vegetali, creature immaginarie e motivi ornamentali fuori dal comune.

La notizia attirò gli artisti del tempo. Filippino Lippi, Pinturicchio, Perugino, Michelangelo e Raffaello studiarono quelle pitture, calandosi in ambienti percepiti come vere e proprie “grotte”. Proprio da quel nome nacque la definizione di decorazione “grottesca”: uno stile popolato da forme ibride, invenzioni fantastiche e composizioni leggere, sospese tra natura e immaginazione.

Il termine, oggi usato anche in senso più ampio per indicare qualcosa di stranamente e bizzarramente non conforme, conserva dunque una radice romana precisissima.

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