A meno di 30 km da Roma si nasconde un vulcano quiescente: non è spento e viene monitorato per individuare eventuali segnali di attività.

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Ma voi lo sapevate che a meno di trenta chilometri da Roma, sotto un paesaggio di laghi, boschi e centri abitati, si nasconde un super vulcano? Si tratta di un vero e proprio sistema vulcanico, che non è considerato spento e, proprio per questo, continua a essere monitorato dagli scienziati. La sua storia affonda in ere remotissime, ma alcuni segnali geologici impongono ancora oggi prudenza: ecco perché questo gigante alle porte della Capitale resta costantemente sotto osservazione con strumenti sempre più precisi.

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Il super vulcano alle porte di Roma: il complesso dei Colli Albani

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il “super vulcano” alle porte di Roma è il complesso dei Colli Albani, uno stratovulcano formato da tre edifici sovrapposti: Vulcano Laziale, Tuscolano-Artemisio e Faete. Il centro eruttivo si spostò, costruendo strutture nell’arco di centinaia di migliaia di anni.

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La sua attività cominciò circa 600mila anni fa ed aveva spesso carattere esplosivo. Da questa vicenda nacquero caldere, coni di tufo e laghi craterici come il Lago di Albano, profondo 168 metri. L’ultima eruzione viene collocata intorno a 36mila anni fa, ma colate di fango più recenti rendono la datazione ancora discussa.

I Colli Albani non sono attivi, ma quiescenti: dormono senza essere definitivamente spenti. L’INGV controlla i precursori di una ripresa, dalle anomalie sismiche alle deformazioni del terreno, fino alle variazioni nelle emissioni gassose e nella circolazione idrotermale. E, infatti, dall’area possono fuoriuscire anidride carbonica, idrogeno solforato, anidride solforosa e metano. I dati vengono valutati nel loro complesso, perché un singolo fenomeno non annuncia necessariamente un’eruzione.

L’allerta, ad ogni modo, resta al livello base, sebbene uno studio del 2016 abbia ipotizzato un nuovo ciclo di alimentazione delle camere magmatiche: nessun allarme imminente, dunque, ma sufficienti ragioni per non smettere di ascoltare il vulcano.

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