La scala a chiocciola più bella di Roma è al Pincio: 117 gradini in pietra tra mistero, ingegno e fascino sotterraneo.

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Avete mai sentito parlare della scala a chiocciola più bella di Roma che, dal cuore del Pincio, sembra uscita dritta dritta da un qualche racconto fantasy d’annata? Una discesa verticale composta da 117 gradini in pietra, immersa nel silenzio in uno degli angoli più misteriosi di Roma. È molto di più di un dettaglio architettonico celato agli occhi dei più, ma una piccola meraviglia in grado di unire bellezza, ingegno e suggestione in pochi metri.

Un capolavoro nascosto sotto Villa Medici: la scala a chiocciola più bella di Roma

La Chiocciola del Pincio si trova nell’area di Villa Medici, oggi sede dell’Accademia di Francia, lungo via Trinità dei Monti. La sua storia comincia nel Cinquecento, quando il cardinale Giovanni Ricci, proprietario della villa dal 1564, decide di migliorare il complesso e i suoi giardini.

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Il problema era pratico ma complicatissimo: portare l’acqua fino alla villa. Il Pincio si trova infatti in alto rispetto all’Acquedotto Vergine, e serviva una soluzione tecnica fuori dal comune. Nel 1570 Ricci affidò il compito a Camillo Agrippa, matematico e ingegnere esperto di idraulica. La risposta fu geniale: ampliare un antico pozzo romano e trasformarlo in una struttura funzionale e spettacolare.

La scala si avvolge in muratura dentro un pozzo cilindrico e scende per circa 25 metri, fino allo speco dell’antico Acquedotto Vergine, una delle grandi infrastrutture idriche della Roma antica. L’impianto serviva a sollevare l’acqua verso la superficie grazie a una pompa innovativa, della quale restano ancora visibili alcune strutture murarie e il tubo di carico.

Oggi quei 117 gradini sono un viaggio nella Roma meno appariscente e più sorprendente: non quella delle piazze affollate, ma quella delle soluzioni ingegnose, dei passaggi nascosti e dell’acqua che continua a raccontare la città dal sottosuolo.

Photo Credits: Shutterstock