Al Roseto di Roma arriva “Rosae in Urbe”: un progetto digitale per monitorare il giardino e valorizzare uno spazio unico.
Al Roseto di Roma arriva una nuova forma di intelligenza digitale pensata per osservare, monitorare e valorizzare il giardino. Il progetto si chiama “Rosae in Urbe” e porta tecnologie innovative dentro uno dei luoghi botanici più suggestivi della Capitale. Non si tratta di sostituire la cura umana, ma di affiancarla con strumenti in grado di leggere meglio le esigenze delle piante, raccogliere dati utili e trasformare il Roseto in un laboratorio urbano dove natura, ricerca e patrimonio pubblico dialogano in modo nuovo.
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Che cos’è “Rosae in Urbe”, il progetto digitale per il Roseto di Roma
“Rosae in Urbe” è un progetto sperimentale realizzato da AGRISKY S.r.l. per introdurre soluzioni tecnologiche innovative all’interno del Roseto Comunale di Roma, considerato uno dei patrimoni florovivaistici più importanti a livello internazionale. L’iniziativa nasce nell’ambito di Roma Open Lab, programma promosso dalla Casa delle Tecnologie Emergenti attraverso Accellera Impresa, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio pubblico grazie all’uso di tecnologie avanzate.
L’idea è semplice ma ambiziosa: applicare strumenti digitali a un giardino storico, trasformando la manutenzione e la conoscenza botanica in un processo più intelligente. Il monitoraggio può aiutare a seguire lo stato delle rose, interpretare segnali ambientali e costruire nuove modalità di gestione. In questo modo il Roseto non è soltanto un luogo da visitare, ma anche uno spazio dove sperimentare l’incontro tra verde urbano, innovazione e tutela.
Il progetto si inserisce in un contesto di grande valore paesaggistico. Il Roseto Comunale si trova alle pendici dell’Aventino, davanti al Palatino, con una vista che abbraccia il Circo Massimo, Santa Maria in Cosmedin e il Vittoriano. Durante l’apertura primaverile 2026 (che va dall’11 aprile al 14 giugno) il giardino accoglie i visitatori tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30.
La parte superiore, di circa 10mila metri quadrati e con forma ad anfiteatro, ospita oltre mille varietà di rose antiche e moderne provenienti da tutto il mondo. Il settore inferiore, invece, è dedicato al concorso internazionale Premio Roma per le Nuove Varietà, con la premiazione aperta al pubblico il 17 maggio. L’ingresso resta libero e gratuito, mentre le visite guidate possono essere prenotate via email. Con “Rosae in Urbe”, questo patrimonio profumato diventa anche un osservatorio digitale sulla cura del verde storico.
Photo Credits: Annarita Canalella
