A Roma una nuova strategia contro la zanzara tigre ha ridotto dell’88% le uova vitali, aprendo la strada a controlli più sostenibili.
Quest’estate, a Roma è stata sperimentata una nuova strategia contro la zanzara tigre, uno degli insetti più fastidiosi della bella stagione e una presenza ormai abituale nelle città italiane. I primi risultati mostrano un dato sorprendente: le uova vitali sono diminuite dell’88%. Un traguardo che potrebbe aprire la strada a sistemi di controllo più mirati e sostenibili, riducendo la popolazione di zanzare senza affidarsi soltanto ai tradizionali insetticidi chimici.
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Roma: la strategia contro la zanzara tigre
La sperimentazione si è svolta nel campus del Centro Ricerche ENEA Casaccia, lungo via Anguillarese, con Google, tramite il progetto Debug, e Sapienza Università di Roma. Nell’area sono stati liberati circa 1,6 milioni di maschi di zanzara tigre portatori di Wolbachia, un batterio comune in numerose specie di insetti e innocuo per esseri umani e animali.
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Il metodo, chiamato “tecnica dell’insetto incompatibile”, punta a rendere non vitali le uova prodotte dopo l’accoppiamento. I ricercatori hanno selezionato un particolare ceppo di Wolbachia, proveniente dalla zanzara comune, in grado di creare un’incompatibilità riproduttiva con le femmine selvatiche della zanzara tigre.
Quando uno dei maschi trattati si accoppia con una femmina presente in natura, nelle prime fasi dell’embrione si verifica un’anomalia cellulare e l’uovo non riesce a schiudersi. Liberando molti maschi incompatibili, questi possono superare numericamente quelli selvatici e ridurre progressivamente la popolazione.
La strategia è molto selettiva: i maschi cercano soltanto femmine della propria specie e, soprattutto, non pungono. Potrebbe quindi diventare un’alternativa agli insetticidi, utile anche per limitare il rischio legato a virus trasmessi dalla zanzara tigre, come dengue, chikungunya e Zika. Insomma, un metodo che appare del tutto innocuo e che potrebbe finalmente liberarci di uno degli insetti infestanti più fastidiosi.
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