A Roma i quartieri non sono tutti uguali: incidono sulla qualità della vita e possono persino influenzare come e quanto si arriva a invecchiare.

loading

I quartieri di Roma, tra rivalità e tipicità, non sono tutti uguali e, anzi, hanno degli effetti pazzeschi sulla qualità della vita di chi li abita e, addirittura, sul modo in cui queste persone arrivano ad invecchiare. Secondo alcuni studi recenti, infatti, esistono differenze significative tra le diverse aree della città che possono incidere anche sull’invecchiamento. Una realtà che apre interrogativi importanti sul legame tra ambiente urbano e benessere, tra condizioni di vita e salute nel lungo periodo.

LEGGI ANCHE: A Milano si può salire sul Titanic (e rivivere il naufragio)

Roma: invecchiare diversamente a seconda dei quartieri? Scopri dove lo si fa di più

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Diverse ricerche (tra le quali una intitolata “Variazione spazio-temporale dell’aspettativa di vita per livello socioeconomico e distretto sanitario a Roma negli anni 2006-2017” e pubblicata su Epidemiologia & Prevenzione) mostrano come i fattori socioeconomici e ambientali del quartiere possano influenzare direttamente la salute delle persone.

LEGGI ANCHE: L’elisir di lunga vita? In Tuscia ora si fa con le foglie d’ulivo

L’accesso ai servizi, la qualità dell’aria, le opportunità lavorative e le condizioni abitative giocano un ruolo determinante. Tanto che appare chiaro già a prima vista che il fatto di vivere in aree con minori opportunità sia associato a un’accelerazione dei processi di invecchiamento cellulare, con livelli più alti di marcatori biologici legati alla senescenza.

A Roma, questi fenomeni trovano conferma nei dati locali: il disagio socioeconomico è misurabile quartiere per quartiere e riflette differenze concrete nelle condizioni di vita. Non si tratta solo di percezioni, ma di una geografia della salute che segue da vicino quella delle opportunità, delineando una città a più velocità.

A Roma, tra centro storico e periferia est si registrano scarti fino a circa 3 anni per gli uomini e oltre 2 anni per le donne. Un divario che si collega strettamente al livello socioeconomico e alla disponibilità di risorse nei diversi quartieri. Le aree più svantaggiate, caratterizzate da minori servizi, maggiore precarietà e condizioni ambientali più difficili, risultano quindi più esposte a rischi per la salute e, pertanto, al rischio di “invecchiare prima”.

Photo Credits: Shutterstock