Roma invasa dai parrocchetti: stormi sempre più numerosi arrivano fino al Colosseo, tra allarme e interrogativi su ambiente e città.
Negli ultimi mesi Roma è riprecipitata al centro di un fenomeno sempre più visibile: la presenza crescente di parrocchetti nei cieli della Capitale. Sono tanti gli stormi verdi che attraversano parchi e quartieri, arrivando fino al vero e proprio simbolo della città: il Colosseo. Una situazione che sta precipitando e che pertanto sta attirando una certa attenzione e che sta sollevando numerosi interrogativi tra cittadini ed esperti.
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Perché i parrocchetti stanno colonizzando Roma (e perché c’è l’allarme al Colosseo)
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La diffusione dei parrocchetti a Roma non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di un processo iniziato decenni fa. Si tratta infatti di specie introdotte dall’uomo come animali da compagnia e poi sfuggite o liberate, in grado di adattarsi perfettamente all’ambiente urbano. Oggi si distinguono principalmente due specie: il parrocchetto monaco, originario del Sud America, e quello dal collare, proveniente da Africa e Asia.
Entrambe condividono una straordinaria capacità di adattamento: trovano rifugio tra alberi, parchi e cavità degli edifici, sfruttando ogni spazio disponibile. I monaci costruiscono nidi complessi intrecciando rami, mentre quelli dal collare occupano cavità già esistenti, facilitando una diffusione rapida anche nei contesti più urbanizzati. Questo ha reso la loro presenza sempre più capillare, fino a diventare parte del paesaggio quotidiano della città.
Il punto più critico riguarda oggi il Colosseo, dove le cavità della struttura sono diventate luoghi ideali per la nidificazione. Secondo gli esperti, molti di questi spazi risultano ormai occupati, segno di una colonizzazione avanzata.
Le implicazioni vanno oltre l’impatto visivo: i parrocchetti, soprattutto quelli dal collare, competono con le specie autoctone per gli spazi di nidificazione, alterando l’equilibrio della biodiversità urbana. Inoltre, la loro espansione verso aree periferiche e agricole potrebbe causare danni alle coltivazioni, dato che si nutrono di germogli e frutti.
Intervenire non è semplice: una volta stabilizzate, queste specie aliene risultano difficili da contenere. Per questo motivo, il futuro della convivenza tra parrocchetti e città dipenderà dalle strategie che verranno adottate nei prossimi anni.
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