Tra il fine settimana e l’inizio della prossima settimana si toccherà l’apice dell’escalation termica, con temperature che supereranno i record storici di giugno: previsti fino a 40°C in Val Padana e punte di 41°C a Firenze. A peggiorare la situazione sarà l’afa intensa che provocherà temperature percepite superiori ai 45°C

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L’estate ha decisamente ingranato la marcia più alta, ma quello che ci attende nei prossimi giorni non è il classico caldo estivo. L’Italia si prepara a essere investita in pieno da una bolla d’aria rovente di origine sahariana che gli esperti non esitano a definire di intensità eccezionale. Dopo una prima fase dominata dall’anticiclone Cerberus, è in arrivo Caronte, una struttura di alta pressione subtropicale che si preannuncia come una delle più estreme mai registrate per il mese di giugno in Europa, sia per la fiammata termica che per la sua preoccupante durata.

Un weekend rovente e record storici a rischio

L’asse dell’anticiclone africano si sta muovendo progressivamente verso est, inglobando l’intera penisola. L’escalation termica toccherà il suo apice tra il fine settimana e l’inizio della prossima settimana, con il termometro pronto a frantumare i record storici mensili di diverse città:

  • Milano si prepara a superare il suo primato assoluto di 37°C, puntando dritta verso i 38-40°C in tutta la Val Padana.
  • Firenze vivrà una situazione ancora più critica, con picchi che lunedì potrebbero sfiorare i 41°C.
  • Temperature roventi tra i 38°C e i 39°C colpiranno anche Roma e le aree interne del Centro, del Lazio e del basso Adriatico.

A testimonianza dell’eccezionalità dell’evento, sulle Alpi lo zero termico salirà a quote vertiginose, toccando i 4600-4800 metri, con temperature che a 1500 metri di altitudine oscilleranno intorno ai 26-28°C. Nelle regioni del Nord si registreranno anomalie termiche fino a 12-14°C sopra le medie del periodo.

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Il fattore afa e lo spettro delle notti super tropicali

A rendere l’ondata di calore un vero e proprio test di resistenza fisica sarà l’elevato tasso di umidità. L’afa opprimente non darà tregua nemmeno dopo il tramonto. Le grandi città e le località costiere dovranno fare i conti con le cosiddette notti super tropicali, con temperature minime che non scenderanno sotto i 26-27°C, arrivando localmente a toccare punte di 30°C.

Un esempio lampante del disagio bio-climatico si registrerà lungo le coste: a La Spezia, domenica pomeriggio, sono previsti 38°C reali che, combinati con un’umidità al 65%, faranno schizzare la temperatura percepita oltre i 45°C, creando una sensazione di soffocamento ben peggiore rispetto al caldo secco del deserto del Sahara.

Attenzione ai temporali di calore

Fino a giovedì, l’immensa energia termica in gioco e l’umidità accumulata favoriranno lo sviluppo di violenti temporali di calore pomeridiani, accompagnati da grandinate. I fenomeni colpiranno prevalentemente l’arco alpino e la dorsale appenninica, ma non si escludono rapidi e pericolosi sconfinamenti verso le pianure e le coste tirreniche, lambendo città come Roma e Napoli. Da venerdì, la cupola di Caronte si stabilizzerà ulteriormente, azzerando anche questi ultimi focolai di instabilità.

Quanto durerà?

La differenza sostanziale rispetto al passato (come la storica estate del 2003) sta nella continuità. Non si tratterà di brevi fiammate interrotte da tregue fresche, ma di un unico e ininterrotto blocco rovente iniziato a metà giugno. I modelli matematici a lungo termine suggeriscono che per vedere un primo cedimento dell’alta pressione e un parziale ridimensionamento delle temperature bisognerà attendere almeno fino al 5 luglio.

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