Roma, il misterioso foro al Pincio: serviva a misurare il mezzogiorno

Tra i viali del Pincio, frequentati ogni giorno da turisti e romani, si nasconde un dettaglio curioso che passa spesso inosservato: un piccolo foro alla base di un busto, un elemento apparentemente insignificante che racchiude invece una storia sorprendente. Un indizio che rimanda a un passato fatto di scienza, osservazioni e precisione, nel cuore stesso della città.

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Il busto di Padre Secchi e la “mira” astronomica: a cosa serve il foro del Pincio

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il “foro del Pincio” si trova sotto il busto di padre Angelo Secchi, astronomo gesuita dell’Ottocento e direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano.

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Nel 1860 Secchi fece installare proprio al Pincio una “mira”: una tavoletta con una scacchiera bianca e nera che serviva come punto di riferimento per allineare con precisione il telescopio dell’osservatorio. Da lì, ogni giorno, controllava che lo strumento fosse orientato correttamente lungo il meridiano, fondamentale per determinare l’ora esatta.

Il dettaglio più affascinante è proprio il foro sotto la scacchiera. Non era decorativo, ma funzionale: permetteva di collocare una lanterna sul lato opposto della colonna, così da illuminare la mira anche di notte.

In questo modo si creava una sorta di “stella artificiale”, visibile a distanza e utile per mantenere l’allineamento del telescopio anche al buio.

Grazie a questo sistema ingegnoso, Secchi poteva misurare con estrema precisione il meridiano e contribuire a stabilire il mezzogiorno esatto per la città di Roma. Oggi quel foro resta lì, discreto ma carico di significato: un piccolo segno che racconta un grande capitolo della storia scientifica romana e non solo.

Photo Credits: Annarita Canalella