Roma tra caldo soffocante e bombe d’acqua: la Capitale è sempre più esposta agli effetti del clima che cambia.

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Roma si ritrova sempre più esposta agli effetti del clima che cambia: da un lato il caldo soffocante che resta intrappolato tra asfalto, palazzi e traffico; dall’altro le bombe d’acqua che in poche ore potrebbero mettere in crisi strade, sottopassi e quartieri. La Capitale è oggi tra le città italiane più vulnerabili, in un equilibrio sempre più fragile.

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Roma, gli effetti del clima che cambia tra bombe d’acqua e fragilità urbana

Il Rapporto annuale Istat 2026 racconta un’Italia urbana sempre più calda, dove le temperature crescono e le anomalie termiche sono ormai una costante. Nei 21 capoluoghi di regione osservati, tra 1971 e 2023 aumentano sia la temperatura media annua sia gli episodi di caldo anomalo. Dal 1997, quasi ogni anno ha registrato anomalie positive, con il 2022 e il 2023 ai livelli più alti della serie storica.

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A pesare sulla vita quotidiana sono soprattutto le “notti tropicali”, quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. A Roma, come nelle altre grandi città, il cemento trattiene calore, l’asfalto lo restituisce lentamente e il verde urbano diventa una vera infrastruttura climatica, non più solo un elemento decorativo.

Il dato più allarmante riguarda gli eventi meteorologici estremi. Tra 2000 e 2024 l’Istat registra 86 episodi di alluvioni e allagamenti nei capoluoghi di regione e 188 nelle 69 città considerate dall’indagine ambientale urbana. Milano, Genova e Roma risultano in cima alla classifica, con il numero più alto di eventi complessivi.

Il problema nasce dall’incontro tra piogge più violente e città costruite per un clima diverso: superfici impermeabili, reti di drenaggio datate, quartieri densi e poco spazio lasciato all’acqua. Così Roma vive il paradosso climatico delle metropoli contemporanee: periodi più secchi, caldo più persistente e precipitazioni improvvise capaci di mandare in tilt la città.

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