Il museo nel quale puoi ammirare una colonna che fluttua nel vuoto: uno straordinario percorso tra Roma e L’Aquila.

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Da Roma a L’Aquila, esiste un museo dove l’arte sembra sfidare la gravità, con una colonna che fluttua nel vuoto, sospesa tra architettura e percezione. Un’immagine potente, quasi impossibile, che invita a guardare oltre l’apparenza e a scoprire uno degli interventi più affascinanti dell’arte contemporanea in Italia. Ma dove si può osservare questa meraviglia?

La colonna nel vuoto di Ettore Spalletti al MAXXI L’Aquila

Al MAXXI L’Aquila, all’interno di Palazzo Ardinghelli, prende forma una delle opere più suggestive di Ettore Spalletti: Colonna nel vuoto. Realizzata nel 2019, questa installazione si inserisce perfettamente nello spazio di una cappella settecentesca, trasformandola in un ambiente di contemplazione e dialogo tra luce, colore e architettura.

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La colonna, alta circa 4,5 metri, si eleva al centro dello spazio senza toccare la volta, creando l’illusione di essere sospesa. Non è solo un effetto visivo: è il risultato di una ricerca rigorosa, in cui Spalletti unisce pittura, scultura e architettura attraverso l’uso del colore.

Toni delicati, dal bianco all’azzurro, richiamano le atmosfere dell’Abruzzo e trasformano la superficie in una presenza quasi immateriale.

La colonna diventa un punto di connessione: tra lo spazio e la luce, tra l’opera e chi la osserva. Un elemento classico reinterpretato in chiave contemporanea, capace di evocare silenzio e profondità.

Al MAXXI anche la mostra di Ai Weiwei: Aftershock

Ma il viaggio nel MAXXI L’Aquila non si ferma qui. Oggi il museo ospita anche la mostra Ai Weiwei: Aftershock, dedicata a Ai Weiwei, uno degli artisti più influenti della scena internazionale.

L’esposizione, allestita negli spazi di Palazzo Ardinghelli fino al 6 settembre, propone un percorso che intreccia arte, memoria e attualità. Circa settanta opere tra installazioni, video, fotografie e sculture raccontano il rapporto tra creazione artistica e trauma, con particolare attenzione alle conseguenze delle catastrofi.

Tra i lavori più significativi spicca Straight, realizzato dopo il terremoto del Sichuan, che dialoga idealmente con la storia recente dell’Aquila.

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Non è un caso: la mostra si inserisce nel programma della città Capitale italiana della Cultura, trasformando il museo in uno spazio di riflessione collettiva.

Photo Credits: Annarita Canalella