Roma a 40 gradi? Niente eroismi: i romani battono il caldo con orari furbi, nasoni, ombra e pause (senza rinunciare alla città).
È estate e, anche una città meravigliosa come Roma, quando si toccano i 40 gradi non perdona: l’asfalto scotta, le piazze sembrano forni e anche tentare di fare una semplice passeggiata può diventare una prova di resistenza. Eppure chi la vive davvero lo sa: la città non si abbandona, si prende con furbizia. I romani hanno un modo tutto loro per attraversare la stagione più calda senza farsi mettere ko, tra abitudini antiche, buon senso e quella filosofia pratica dell’“annamo, ma senza esagerà”.
Con l’estate da 40 gradi, Roma si vive a orari, mica a caso
Il trucco è semplice: non sfidare il sole quando picchia più forte. La mattina presto, all’alba e quando la città ancora sbadiglia, è quello il momento giusto per camminare, vedere piazze, fontane e monumenti senza sciogliersi. Poi, verso mezzogiorno, meglio sparire: pranzo al fresco, pausa in casa, in un locale climatizzato o in una chiesa, dove tra ombra, silenzio e panche si riesce anche a tirare un po’ il fiato e a respirare. Fanno la loro parte anche i parchi più ombrosi, i sotterranei ariosi o i musei.
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Quando il sole cala, Roma torna praticabile. Si può uscire di nuovo, si passeggia, ci si gode una granita di caffè, una grattachecca o un gelato. Perché a Roma il caldo si combatte pure così: senza correre, senza fare gli eroi, aspettando l’ora bona.
Il romano vero non parte senza una bottiglietta da riempire ai nasoni disseminati in giro per tutta la Capitale: acqua fresca, gratis, dappertutto. Poi vestiti leggeri, lino o cotone, cappello, scarpe comode e magari sali minerali se si cammina tanto.
E se proprio l’afa diventa cattiva, c’è sempre la fuga più classica: Ostia, una piscina o una cena tardi, quando finalmente “se respira”.
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