Porta Asinaria, sapete perché si chiama così? Non ha nulla a che fare con gli asini!

Avete mai visto dal vivo Porta Asinaria, situata accanto alla Porta di S. Giovanni a Roma? E quante volte avete pensato che il suo nome fosse collegato ad un asino? Invece, non vi è nessun legame tra i due ed in questo articolo vi sveleremo qualche dettaglio sulla storia e l’origine della porta.

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Porta Asinaria perché si chiama così? Storia e curiosità

La porta Asinaria è una delle porte minori delle Mura Aureliane e prende il nome dall’antica via Asinaria che vi transitava e raggiungeva, più avanti, la via Tusculana. Il suo nome ha un’origine incerta, ma varie ipotesi rimandano ad un collegamento con un membro della gens Asinia che vi fece costruire la strada verso la fine della Repubblica.

All’inizio la porta era ad un solo fornice tra due torri quadrangolari e successivamente divenne sempre più importante. Grazie alla vicina sede episcopale del Laterano, l’imperatore Onorio la monumentalizzò agli inizi del V secolo insieme alle due torri semicircolari.

Così, da una semplice posterula, il monumento divenne una vera e propria porta, poi ancora una struttura difensiva. Nel Medioevo la porta ebbe anche altre denominazioni come Porta Lateranensis, Porta S. Johannis Laterani o Porta de Laterano.

Inoltre, la porta è legata ad una serie di eventi storici, i più importanti sono senza dubbio quello del 546 d. C., quando i soldati barbari dell’esercito romano tradirono ed aprirono la porta ai Goti di Totila, che saccheggiarono la città distruggendola. Poi ancora, nel 1084 l’imperatore Enrico IV e l’antipapa Guilbert entrarono a Roma attraverso la porta Asinaria per cacciare papa Gregorio VII, il cui liberatore, il normanno Roberto il Guiscardo, danneggiò in modo spregevole la porta ed incendiò tutta la zona intorno a S.Giovanni in Laterano.

A causa del continuo innalzamento del livello del suolo circostante, la porta fu abbandonata e chiusa nel 1574, sostituita dalla vicina Porta S. Giovanni, inaugurata nel 1575 in occasione del Giubileo. Nel 1956 vennero effettuati lavori di restauro che fecero emergere nuovamente la struttura tanto che la porta venne del tutto liberata dall’interro che l’aveva in parte sepolta e venne realizzata una nuova decorazione in travertino per il fornice. Recenti lavori di restauro sono stati fatti tra il 2004 e il 2006.

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