A due passi da Piazza Navona c’è un museo poco conosciuto: tra scultura, editoria d’arte e la mostra di Dante Ferretti.

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A Roma, a pochi minuti da Piazza Navona e tra gli scorci più scenografici della Capitale, c’è un museo che molti romani non conoscono, tanto che ci passano davanti senza quasi sapere di averlo accanto. È uno di quei luoghi discreti, incastonati tra chiese, vicoli e palazzi storici, all’interno dei quali l’arte non si presenta con clamore ma con una promessa: entrare in uno spazio meno battuto e scoprire un pezzo sorprendente della città, tra memoria, scultura, editoria d’arte e grandi mostre. Tant’è che anche un artista come Dante Ferretti ha scelto questo luogo per raccontarsi.

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A due passi da Piazza Navona, un museo sconosciuto ai più: San Salvatore in Lauro

I Musei di San Salvatore in Lauro si trovano nell’omonimo complesso monumentale, tra il rione Ponte e Parione, in una zona dove Roma sembra ancora fatta per essere scoperta a piedi. La sede è legata al Pio Sodalizio dei Piceni e alla Casa Editrice Il Cigno, entrata nel complesso nel 1996 e che ha trasformato questi spazi in un polo culturale vivo.

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Qui convivono storia religiosa, arte contemporanea e memoria editoriale. Le collezioni permanenti custodiscono opere e donazioni di Emilio Greco e Umberto Mastroianni, due nomi centrali della scultura italiana del Novecento. Ma il fascino del luogo sta anche nella sua anima da officina: torchi, incisioni, libri d’arte realizzati a mano, cataloghi e tracce di artisti che qui hanno lavorato o lasciato opere.

Fino al 19 luglio 2026, i Musei ospiteranno anche Con i miei occhi”, mostra dedicata a Dante Ferretti, scenografo tre volte premio Oscar e collaboratore di giganti come Fellini e Scorsese.

Il percorso raccoglie bozzetti, studi, opere pittoriche e materiali che raccontano il cinema prima del cinema: quando un set nasce ancora su carta, tra gessetti, carboncini, collage, prospettive e lampi di immaginazione. Non semplici strumenti preparatori, ma opere autonome, capaci di mostrare come la scenografia possa diventare pittura, architettura mentale e sogno visivo.

Photo Credits: Annarita Canalella