Anche quest’anno, con la fine dei festeggiamenti di carnevali e l’inizio della quaresima, abbiamo dato avvio alla preparazione per le celebrazioni della Pasqua 2026, che cadrà domenica 5 aprile. Come sempre, le tendenze di questo periodo si rincorrono insieme ai grandi classici della tradizione italiana e c’è chi – anno dopo anno – coglie l’attimo per dar vita a una trasformazione inattesa, volta a far comunicare forme e linguaggi diversi. Ed è così che uno uno dei dolci pasquali più iconici come la colomba incontra un classico senza tempo come il tiramisù, simbolo della nostra gastronomia nazionale nel mondo. Il segreto è nelle mani di sapienti maestri in grado di far comunicare il grande lievitato pasquale per eccellenza con l’icona del dessert tricolore, dando vita a una nuova interpretazione che ci racconta che anche i classici possono evolvere senza perdere identità.
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La colomba come rito condiviso (oltre il dolce della Pasqua)
Dietro ogni evoluzione c’è un cambio di prospettiva: la colomba è molto di più di un prodotto stagionale, è un gesto collettivo. La sua stessa forma riesce a richiamare la condivisione, dato che sembra pensata per essere posta al centro della tavola, tagliata e passata di mano in mano, trasformando l’assaggio in un momento conviviale.
È per questo motivo che assume una dimensione quasi rituale, che ci racconta per quale motivo questo dolce continui a rappresentare la primavera prima ancora del calendario. Raccontarla oggi significa riscoprire il tempo lento della degustazione: osservare la mollica, riconoscere i profumi, confrontare impressioni.
Quando il tiramisù incontra il lievitato pasquale della colomba: l’idea di Loison
Nell’ormai storico laboratorio di Costabissara, in provincia di Vicenza, Loison Pasticceri dal 1938 lavora – da quattro generazioni – sul confine sottile tra tradizione e innovazione. Per la Pasqua 2026 l’azienda ha scelto di reinterpretare il tiramisù non come semplice gusto, ma come esperienza sensoriale da tradurre nel linguaggio complesso dei grandi lievitati.
Nasce da questa idea la Colomba Tiramisù, una creazione che non replica il dessert originale, ma ne riesce a conservare l’emozione di ogni sapore: la rotondità del caffè, la morbidezza della crema e quell’equilibrio tra dolce ed amaro che rende il tiramisù immediatamente riconoscibile.
La Colomba di Tiramisù di Loisonè farcita con crema allo zabaione e caffè, mentre la sua superficie gioca su contrasti visivi e aromatici: glassa al cioccolato bianco, riccioli di fondente e una spolverata di cacao creano un equilibrio “in chiaro-scuro”, nel quale la dolcezza resta controllata e la persistenza finale pulita. Disponibile in due formati, da 600 grammi e da un chilo, entra nella Collezione Genesi come interpretazione contemporanea di un classico globale.
Trovi la Colomba Tiramisù sul sito ufficiale di Loison!
L’arte dell’assaggio e il tempo dell’artigianalità
Loison accompagna questa sua visione con un approccio quasi narrativo all’assaggio delle sue colombe, suggerendo un metodo in tre atti: vedere, spezzare e annusare. Prima ancora dei sapori, entrano in gioco colore, elasticità dell’impasto e profumi che anticipano l’esperienza al palato.
È un modo per imparare a “leggere” il lievitato, anche per comprendere che alla base c’è un processo produttivo che resta profondamente artigianale: lievito madre vivo, lavorazioni lente e circa 72 ore di preparazione, con interventi manuali in ogni fase, dalla gestione dell’impasto fino al confezionamento finale.
Anche il packaging stesso, ispirato all’architettura palladiana e curato come un oggetto di design, contribuisce a raccontare un’idea precisa di pasticceria italiana: radicata nel territorio ma capace di dialogare con il mondo.
Così, per la Pasqua 2026, la novità diventa molto più grande di un nuovo gusto. È il segno di una tendenza più ampia: i grandi classici non vengono sostituiti, ma reinterpretati. E il tiramisù, incontrando la colomba, ci dimostra che la tradizione continua a vivere proprio quando trova nuove forme di condivisione.