Quanto è lontana la fine del mondo? Secondo l’Orologio dell’Apocalisse, mai così poco. Le lancette del celebre Doomsday Clock sono state spostate a 85 secondi dalla mezzanotte, la soglia simbolica della catastrofe globale. Quattro secondi in meno rispetto al 2025, quando il margine era di 89 secondi.
L’annuncio arriva dal Bulletin of the Atomic Scientists, la rivista fondata nel 1945 da Albert Einstein, Robert Oppenheimer e altri scienziati nucleari dell’Università di Chicago. Dal 1947, l’orologio rappresenta in forma metaforica quanto l’umanità sia vicina all’autodistruzione.
Le minacce che spingono le lancette avanti
In origine l’Orologio dell’Apocalisse misurava esclusivamente il rischio nucleare. Con il tempo, però, il calcolo si è ampliato includendo il cambiamento climatico, i rischi biologici, la disinformazione e le minacce legate alle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale.
Secondo gli esperti del Bulletin, oggi il mondo si trova in una fase di competizione tra grandi potenze sempre più aggressiva, con una progressiva erosione della cooperazione internazionale. Stati Uniti, Russia, Cina e altre potenze globali vengono descritte come “più ostili e nazionaliste”, una tendenza che aumenta il rischio di conflitti su larga scala.
Il nodo nucleare e la fine dei trattati
Particolare preoccupazione riguarda il settore nucleare. La possibile scadenza del trattato New Start, firmato da Washington e Mosca per limitare gli arsenali atomici, potrebbe aprire la strada a una corsa incontrollata agli armamenti.
“Per la prima volta da oltre mezzo secolo, non ci sarà nulla a impedire una nuova escalation nucleare”, ha dichiarato Daniel Holz, fisico dell’Università di Chicago e presidente del Consiglio per la Scienza e la Sicurezza del Bulletin.
Clima e informazione: crisi parallele
Il Consiglio segnala anche livelli record di emissioni di anidride carbonica, principale causa del riscaldamento globale, in un momento in cui diversi governi stanno ridimensionando le politiche climatiche.
A questo si aggiunge quella che la giornalista e premio Nobel per la Pace Maria Ressa ha definito un vero e proprio “Armageddon dell’informazione”: la diffusione di disinformazione e propaganda, accelerata dalle piattaforme digitali, sta minando la fiducia globale e alimentando divisioni sociali e politiche.
“Le bugie viaggiano più velocemente dei fatti, e chi controlla le piattaforme dell’informazione finisce per fondersi con chi controlla governi ed eserciti”, ha avvertito Ressa.
Da 17 minuti a 85 secondi
L’Orologio dell’Apocalisse non si è sempre avvicinato alla mezzanotte. Nel 1991, con la fine della Guerra Fredda, le lancette furono arretrate fino a 17 minuti dalla mezzanotte, il punto più lontano mai raggiunto. Da allora, però, la tendenza si è invertita costantemente.
Oggi, con 85 secondi rimasti, il messaggio degli scienziati è chiaro: il rischio globale non è mai stato così alto e il tempo per invertire la rotta è sempre più ridotto.