A Villa d’Este c’è un organo che suona senza musicisti né elettricità: un prodigio del Cinquecento azionato soltanto dalla forza dell’acqua.
Ma voi lo sapevate che, a pochi chilometri da Roma, esiste un organo capace di suonare senza musicisti, elettricità o motori di alcun tipo che si trova tra le meraviglie di Villa d’Este, a Tivoli, e il suo funzionamento si basa esclusivamente sulla forza dell’acqua? Nato nel Cinquecento per stupire gli ospiti del cardinale Ippolito II d’Este, questo prodigio dell’arte unisce musica e ingegneria in uno degli angoli più spettacolari del Lazio.
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La Fontana dell’Organo, meraviglia di Villa d’Este
La Fontana dell’Organo fu progettata nella seconda metà del XVI secolo dagli ingegneri francesi Luc Leclerc e Claude Venard. L’obiettivo era quello di realizzare uno strumento musicale automatico, che fosse in grado di produrre melodie grazie al sistema idraulico della villa.
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L’acqua entravaquindi in una camera sotterranea e comprimeva l’aria, poi indirizzata verso le canne dell’organo. Lo stesso flusso azionava una ruota collegata a un cilindro meccanico, simile a quello di un carillon, che comandava l’apertura delle valvole. Nel 1573 anche papa Gregorio XIII volle assistere allo spettacolo, cercando incredulo un eventuale musicista nascosto.
La monumentale fontana, arricchita dalle figure di Apollo e Orfeo e da un bassorilievo dedicato alla loro gara musicale, si distingue per il gusto barocco rispetto all’impianto prevalentemente manierista della villa.
Il sistema cinquecentesco inventato da Venard, però, non è arrivato intatto fino a noi. Il meccanismo originale è andato perduto ed è stato successivamente ricostruito seguendo principi simili.
Ancora oggi, però, se vi recate in visita a Villa d’Este, vedrete l’organo che torna a suonare automaticamente a orari prestabiliti, generalmente ogni due ore durante l’apertura estiva, mantenendo viva la magia tecnologica immaginata nel 1568.
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