Nell’ambito di Open House Roma arriva uno degli appuntamenti più particolari della settimana dedicata all’architettura e agli spazi della città.

Dal 14 al 19 maggio, lo studio di MADLEN.CERAMICS ospita Lo spazio sublime tra due forme, progetto espositivo nato dalla collaborazione tra la designer e ceramista Cristina Firotto e l’architetta e fotografa Maria Teresa Albano, fondatrice di PICCOLOQUADRO.

La mostra, curata da Antilia Gallery, mette in dialogo ceramica, fotografia e architettura in un percorso che gioca con prospettive, dettagli e percezioni.

Una mostra ispirata allo “spazio invisibile” tra le cose

Il titolo prende ispirazione da una frase del poeta Rainer Maria Rilke, che descrive quello spazio silenzioso tra le chiome degli alberi come qualcosa di “sublime e commovente”.

Ed è proprio quell’idea di vuoto, di distanza e relazione invisibile, a guidare tutto il progetto.

Le opere delle due artiste si incontrano in una dimensione sospesa, dove gli oggetti in ceramica diventano quasi paesaggi architettonici e le fotografie trasformano dettagli reali in immagini astratte, quasi irriconoscibili.

Il risultato è un racconto visivo in cui il piccolo diventa enorme, l’intimo si apre allo spazio e la materia cambia continuamente significato.

Ceramiche che sembrano paesaggi

Le creazioni di MADLEN.CERAMICS nascono dalla ricerca di Cristina Firotto, designer romana con una formazione tra architettura e ingegneria edile.

Fondata nel 2018, MADLEN.CERAMICS lavora la ceramica come una materia viva, fatta di memoria, gesti quotidiani e imperfezioni.

Le superfici ruvide, i vuoti, le texture e le forme leggere diventano oggetti da contemplare più che semplici elementi funzionali.

In mostra, queste opere vengono reinterpretate attraverso uno sguardo architettonico: le ceramiche sembrano trasformarsi in paesaggi tettonici, strutture naturali o frammenti di spazi immaginari.

Le fotografie che trasformano l’architettura in un ritratto

A dialogare con le ceramiche ci sono gli scatti di PICCOLOQUADRO, il progetto artistico di Maria Teresa Albano.

Architetta e interior designer con esperienze tra Roma, Porto e Londra, Albano porta avanti una ricerca fotografica che parte dall’architettura contemporanea per arrivare a immagini sempre più astratte e poetiche.

“Cosa accadrebbe se l’architettura diventasse un ritratto?” è la domanda da cui nasce il progetto.

Le fotografie isolano dettagli, superfici e geometrie fino a rendere gli edifici quasi irriconoscibili, lasciando spazio all’immaginazione e alla memoria personale di chi osserva.

Un percorso tra materia, memoria e percezione

Il cuore della mostra è proprio il dialogo tra opposti: espansione e compressione, grande e piccolo, materia e immagine.

Le due artiste costruiscono così uno spazio intermedio, invisibile ma essenziale, dove lo spettatore è invitato a rallentare e osservare le opere in modo diverso.

Più che una semplice esposizione, Lo spazio sublime tra due forme diventa un’esperienza percettiva che unisce arte, design e architettura contemporanea.

Informazioni utili

Lo spazio sublime tra due forme
Dal 14 al 19 maggio 2026
Presso MADLEN.CERAMICS
Progetto di MADLEN.CERAMICS e PICCOLOQUADRO
A cura di Antilia Gallery
Nell’ambito di Open House Roma