Piazza Mincio è stata ufficialmente inaugurata nella sua nuova veste pedonale, liberando il cuore del Quartiere Coppedè dalle auto e valorizzando la storica Fontana delle Rane con nuovi sampietrini, alberi e spazi pubblici per cittadini e turisti.

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Roma riabbraccia uno dei suoi tesori architettonici più preziosi in una veste completamente rinnovata. Piazza Mincio, il fulcro pulsante del celebre e fiabesco Quartiere Coppedè, è stata ufficialmente restituita ai cittadini e ai turisti come area prevalentemente pedonale. L’intervento di riqualificazione, frutto di un investimento complessivo di circa 1,3 milioni di euro derivanti da fondi giubilari e risorse municipali, ha liberato dal traffico automobilistico il centro della piazza, restituendo dignità visiva e spaziale a un angolo di Roma unico al mondo.

Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e la presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, accolti dall’affetto dei residenti e dalle note del coro delle Voci Bianche del Teatro dell’Opera.

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La Fontana delle Rane non è più una rotatoria

Fino a ieri, la straordinaria Fontana delle Rane – l’opera monumentale progettata dall’architetto Gino Coppedè nel 1924, nota anche per il celebre bagno che vi fecero i Beatles dopo un concerto al vicino Piper Club – era di fatto ridotta a una trafficata rotatoria stradale. Con il nuovo assetto, il cuore di Piazza Mincio diventa uno spazio pedonale protetto.

Per garantire la fluidità della viabilità locale senza soffocare la bellezza del luogo, sono stati mantenuti soltanto due flussi di attraversamento laterale: uno tra via Brenta e via Aterno e l’altro tra via Brenta e via Tanaro. Le auto, dunque, non potranno più cingere d’assedio il monumento, permettendo a visitatori e residenti di passeggiare in totale sicurezza e di godere della straordinaria scenografia architettonica circostante.

Sampietrini e quasi 140 nuovi alberi: l’intervento nel dettaglio

Il progetto di semipedonalizzazione ha trasformato radicalmente l’aspetto materico e ambientale dell’area:

  1. La pavimentazione: Il vecchio asfalto deteriorato che circondava la fontana è stato completamente rimosso e sostituito da una pavimentazione di pregio in sampietrini, coerente con la storicità del quartiere.
  2. I marciapiedi drenanti: Le vie che convergono sulla piazza sono state dotate di nuovi marciapiedi in calcestruzzo drenante chiaro, una scelta tecnologica pensata per mitigare l’effetto “isola di calore” durante i mesi estivi.
  3. Il piano di riforestazione urbana: L’intervento ha visto una massiccia operazione di inserimento del verde, con la piantumazione di 14 nuovi alberi in via Brenta, 5 in via Aterno e ben 120 lungo via Tagliamento, per un totale di quasi 140 nuove alberature volte a rigenerare l’ossigeno e l’ombra del quartiere.

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Un sogno nato nel 2018 nel distretto eclettico di Roma

L’idea di sottrarre Piazza Mincio alle automobili affonda le sue radici nel 2018, quando, durante la Settimana europea della mobilità, la piazza venne chiusa sperimentalmente. Il colpo d’occhio straordinario convinse il Municipio e il Campidoglio a strutturare un progetto definitivo che oggi, finalmente, vede la luce.

La piazza rappresenta l’anima del Quartiere Coppedè, un complesso di circa quaranta strutture tra palazzine e villini nato nei primi anni del ‘900 dal genio dell’architetto fiorentino Gino Coppedè. Questa zona di Roma, incastonata tra Salario e Trieste, è un incredibile pastiche artistico dove si fondono Art Nouveau, gotico, barocco e accenti di arte medievale. L’accesso monumentale da via Tagliamento, impreziosito dal grande arco e dal maestoso lampadario in ferro battuto, introduce i visitatori in una dimensione onirica, dominata dal Palazzo degli Ambasciatori, dalla Palazzina del Ragno e dal suggestivo Villino delle Fate.

Con la nuova pedonalizzazione, Piazza Mincio non sarà più soltanto una cartolina di passaggio per i flussi turistici, ma si candida a diventare un vero e proprio salotto culturale all’aperto, pronto a ospitare eventi musicali, iniziative di quartiere e a riscoprire una dimensione di socialità a misura d’uomo.

Photo Credits: Shutterstock