Mosaici piccanti a Ostia Antica: tra rovine e pavimenti, l’arte romana mostra il suo lato più sfacciato e sorprendente.
Quando pensiamo all’arte, spesso ci vengono in mente solo musei silenziosi e statue immobili, ma nell’area archeologica di Ostia Antica c’è una Roma molto più sfacciata, quotidiana e sorprendente: tra pavimenti decorati, figure allusive e scene che oggi fanno sorridere o arrossire, i mosaici più piccanti dell’antichità ci raccontano un mondo antico meno castigato di quanto immaginiamo. E il bello è che tutto questo si può ancora vedere camminando tra le rovine.
Una Roma antica senza filtri: i mosaici più piccanti di Ostia Antica
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. A Ostia Antica i mosaici non erano semplici decorazioni: funzionavano come immagini parlanti. Alcuni raccontavano scene di sport, svago e vita sociale, altri accompagnavano luoghi più ambigui, come taverne e locande. È il caso della Caupona di Alexander, dove le scene pavimentali rimandano a un ambiente popolare, vivace, fatto di vino, incontri e servizi non certo limitati alla cucina. In poche parole, era possibile consumare non solo cibo e vino, ma anche altre prestazioni a pagamento.
Tra i mosaici più curiosi c’è invece quello delle Terme di Porta Marina, con una sfera che ricorda incredibilmente un pallone contemporaneo. Non era calcio, ovviamente, ma giochi romani con la pila, praticati prima del bagno. Poco distante, però, il tono cambia: nelle Terme dell’Invidioso compaiono figure esplicitamente sessuali, in grado ancora oggi di catturare lo sguardo. Come quella che rappresenta una figura maschile itifallica (caratterizzata da un fallo enorme ed eretto) in tonalità scure, che si approccia da dietro a un’altra figura china in avanti.
Per noi certe immagini sembrano provocazioni erotiche. Per i Romani, invece, potevano avere anche una funzione protettiva. Il fallo, il grottesco e le scene esagerate servivano a far ridere e a tenere lontano il malocchio, soprattutto in luoghi vulnerabili come le terme, dove ci si spogliava. Ecco perché questi mosaici sono così affascinanti: non scandalizzano soltanto, ma aprono una finestra su superstizioni, desideri e vita quotidiana dell’antica Roma.
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